Caduta senza lividi ad Anfield. I millimetri condannano gli azzurri alla prima sconfitta stagionale

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di Luca Muratgia.

Il Napoli nell’ultima giornata di Champions ad Anfield Road rimedia la prima sconfitta stagionale contro il Liverpool che fortunatamente non comporta conseguenze significative considerando che il primato del girone era stato già blindato un percorso condotto da protagonista assoluto. Nel match disputato ieri, infatti, era necessario che il Liverpool vincesse con quattro gol di scarto per essere primo e la partita è risultata molto equilibrata e il primato del girone non è mai stato in discussione. La battuta d’arresto dei partenopei pone quindi fine all’imbattibilità stagionale (imbattibilità che durava addirittura dal 23 aprile scorso) interrompendo la striscia di tredici vittorie consecutive tra campionato e coppe nonostante la partita di altissimo profilo e l’equilibrio che sembrava orientare inevitabilmente la partita verso un giusto pareggio.
È una sconfitta che, ad ogni buon conto, e nonostante non abbia portato conseguenze significative in termini di classifica, per l’andamento della gara, lascia l’amaro in bocca perché il risultato appare evidentemente bugiardo in quanto il Napoli non meritava assolutamente di perdere e perché la partita è stata decisa da episodi e dai millimetri che dapprima hanno privato Ostigard della gioia del gol ad inizio ripresa dopo un lungo ed estenuante consulto al VAR e poi hanno ratificato come regolare la rete di Nunez dopo bel 8 minuti di recupero.
Spalletti optava per una squadra fisica con gli innesti di Oliveira al posto di Mario Rui e Ndombele al posto di Zielisky al fianco di Anguissa (apparso in realtà ancora in ritardo di condizione dopo l’infortunio) per dare consistenza, muscoli e fisicità al centrocampo; per contro, con la mancata presenza della mezzala polacca, è venuto a mancare quell’ importante raccolto tra centrocampo ed attacco tanto che Osimhen è parso spesso isolato in attacco, stritolato tra due colossi come Van Dijk e Konate.
La partita nel primo tempo ha visto i reds imprimere ritmi vertiginosi all’incontro ed il Napoli è andato in sofferenza andando spesso fuori tempo, arrivando sempre dopo sulle seconde palle e girando a vuoto di fronte alla velocità degli avversari; nonostante ciò gli azzurri reggevano egregiamente tanto che non si ricordano azioni realmente pericolose degli inglesi. Nel secondo tempo, placatasi la furia dei reds, gli uomini di Spalletti prendevano le misure agli avversari, parevano decisamente più autoritari e meno impauriti e riuscivano a controllare egregiamente l’incontro al punto da passare in vantaggio, proprio ad inizio ripresa, con una poderosa incornata di Ostigard su punizione battuta dalla sinistra da Politano; dopo un lungo consulto al VAR la rete del norvegese viene annullata per una questione di pochi millimetri. La partita prosegue ma gli azzurri sembrano aver imbrigliato gli inglesi disputando un incontro di grande personalità e autorevolezza conferendo sempre l’impressione di mantenere il pieno controllo della partita. Poi accade che all’85 su colpo di testa poderoso di Nunez Meret respinge senza riuscire a controllare e Salah da due passi firma firma l’1-0. Il Napoli non ci sta e reagisce, Spalletti prova ad inserire forze fresche inserendo Simeone al posto di Osimhen, Raspadori per Kvaratskhelia apparso oggi meno incisivo del solito e Zielisky al posto di Ndombele senza per la verità riuscire a rendersi realmente pericoloso. Dopo 8 minuti di recupero il Liverpool realizza il 2-0 con Nunez con un gol fotocopia del primo e dopo un consulto VAR durato circa tre minuti.
Non c’è tempo di recriminare perché sabato i partenopei saranno impegnati in un delicatissimo incontro di alta classifica contro l’ostica Atalanta di Gasperini a Bergamo e la squadra è impegnata a ribadire il proprio ruolo di protagonista in campionato in attesa dei sorteggi Champions degli ottavi.