Buoni spesa solo per gli antifascisti

Condividi

Gambarini (Cambiamo!): “A Parma buoni spesa solo per gli antifascisti?”

 

Parma, 3 apr. – Se non ti dichiari antifascista a Parma non puoi accedere ai buoni spesa. Per il sindaco Pizzarotti anche l’emergenza creata dal Coronavirus è un’occasione per dimostrare quello che è. Ci dica, chi non si riconosce nella Resistenza può quindi morire di fame?

Francesca Gambarini 
Responsabile regionale Cambiamo!

 

PARMA – Fonti dell’amministrazione comunale guidata da Federico Pizzarotti, interpellate dall’Adnkronos, liquidano così le polemiche: “Si tratta di un regolamento unico che riguarda la concessione dei patrocini, i contributi e l’utilizzo delle sale civiche del Comune di Parma. Un regolamento ampio, fatto di diversi articoli, tra cui uno in cui si richiede di ripudiare ideologie naziste e xenofobe e di riconoscersi nella Costituzione. E’ un regolamento, quindi, che non riguarda questo caso specifico”.

ANPI – “Non ne so niente, sono chiuso in casa come tutti in questo periodo e non ho nulla da dire su questo, farò delle verifiche” ha detto all’Adnkronos, Aldo Montermini, presidente Anpi provinciale di Parma. “Non ho avuto modo di avere informazioni, se è veramente così non sarei favorevole a una cosa del genere, l’Anpi è fatta di persone che hanno in mente l’umanità come principio, ma voglio essere sicuro della questione prima di esprimermi”.


Gambarini (Cambiamo!): “Prestare maggiore attenzione alle case protette”

PARMA, 3 apr. – “Numerosi nel nostro territorio e non solo sono i contagi e i decessi per Coronavirus nelle strutture per anziani. Alle case di riposo e alle case protette dobbiamo riservare tutte le attenzioni possibili dato che rappresentano purtroppo potenziali focolai di coronavirus”. Lo scrive in una nota Francesca Gambarini, responsabile di Cambiamo! per l’Emilia Romagna. “Inoltre – prosegue Gambarini –  si sconta probabilmente il fatto che inizialmente Governo e Regione hanno sottovalutato la situazione e ci siamo trovati impreparati allo scoppiare dell’epidemia. Ribadiamo perciò la necessità di fornire ospiti ed operatori delle strutture per anziani di tutti i dispositivi di protezione necessari per limitare il contagio. Questo insieme alla rigida osservazione di tutte le regole. Suggeriamo inoltre di fornire gli ospiti di smartphone in modo poter rimanere in contatto con le famiglie attraverso videochiamata. Infine, vanno eseguiti tamponi su tutti gli ospiti e tutti gli operatori di queste strutture per isolare e curare tutti gli eventuali positivi prima che sia troppo tardi. Ribadisco in conclusione la richiesta di conoscere la situazione di tutte le RSA della provincia di Parma: quanti contagi e quanti morti ci sono stati nelle nostre case protette?

 

Redazione

I nostri interlocutori sono i giovani, la nostra mission è valorizzarne la motivazione e la competenza per creare e dare vita ad un nuovo modo di “pensare” il giornalismo. [email protected]