Borgo Sant’Antonio Abate, demolito altarino dedicato a esponente del clan

Condividi

Questa mattina agenti della Polizia Metropolitana e delle altre forze dell’ordine sono intervenuti in via Sant’Antonio Abate a Napoli per l’abbattimento del murale – realizzato accanto a un’edicola votiva raffigurante l’immagine della Madonna – dedicato a uno degli esponenti del clan della zona rimasto vittima di un agguato nell’ambito di una guerra tra diversi gruppi della criminalità organizzata. Le operazioni sono state effettuate dal personale della Napoli Servizi, su indicazione del Comune di Napoli, a valle di indagini effettuate anche dalla Polizia Municipale. Ad oggi censite circa 40 opere abusive simili e 37 demolite, con conseguente restituzione degli spazi alla città.

Un segnale forte è stato inferto oggi dalle forze dell’ordine al clan della zona del Borgo Sant’Antonio Abate, nel quartiere San Lorenzo Vicaria a Napoli, con l’abbattimento del murale – realizzato accanto a un’edicola votiva raffigurante l’immagine della Madonna – dedicato a uno degli esponenti rimasto vittima di un agguato nell’ambito di una guerra tra diversi gruppi della criminalità organizzata.

Su indicazione del Comune di Napoli, infatti, il personale della Napoli Servizi ha operato questa mattina in Via Sant’Antonio Abate per la rimozione di un’edicola votiva costruita abusivamente su suolo pubblico.

Agenti della Polizia Metropolitana di Napoli, della Polizia di Stato e Municipale, Carabinieri e Guardia di Finanza sono intervenuti, su impulso del Procuratore Generale della Repubblica di Napoli, Luigi Riello, nell’area che congiunge Porta Capuana e piazza Carlo III e hanno presidiato alla demolizione delle teche entro cui erano state inserite le effigie e alla loro eliminazione.

L’operazione si inquadra nell’ambito di un più vasto programma di interventi voluto dal Procuratore Riello il quale, già in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario 2021, pose l’accento sulla necessità urgente di rimuovere gli altarini e i murales celebrativi dedicati a personaggi della malavita e della criminalità organizzata.

Pronta è stata l’azione di polizia, anche da parte della Polizia Municipale di Napoli, posta in essere con operazioni di indagine, censimento e di rimozione dei manufatti, effettuate a valle di diverse riunioni del Comitato per l’ordine e la sicurezza pubblica e di incontri tecnici.

In tale contesto, la Questura di Napoli, in qualità di autorità di pubblica sicurezza, ha richiesto il concorso della Polizia Metropolitana al fianco delle altre forze dell’ordine per i servizi tesi a garantire la tutela dell’ordine e della sicurezza in occasione delle attività di demolizione.

Ad oggi, circa 40 gli altarini abusivi censiti e sequestrati, dei quali 37 demoliti, con conseguente restituzione degli spazi alla città.

La Polizia Metropolitana ha espletato oltre 600 ore di lavoro tra il 2021 e la prima metà del 2022 solo per le demolizioni e rimozioni di murales, altarini, striscioni ed edicole votive.

“Le Istituzioni – ha affermato il Sindaco della Città Metropolitana di Napoli, Gaetano Manfredi – sono chiamate ad affrontare con determinazione anche la questione dei murales e degli altarini dedicati a esponenti dei clan, perché si tratta di simboli che esercitano una forte influenza sulla popolazione. Per questo motivo, riteniamo che sia importante, da parte delle nostre forze di polizia, intervenire per la rimozione di queste figure e, più in generale, di queste rappresentazioni perché ciò dimostra che lo Stato c’è ed è più forte della camorra. È fondamentale, infatti, che la nostra comunità senta lo Stato vicino e comprenda che l’unico ‘sistema’ in cui identificarsi e riconoscersi è lo Stato”.

Redazione

I nostri interlocutori sono i giovani, la nostra mission è valorizzarne la motivazione e la competenza per creare e dare vita ad un nuovo modo di “pensare” il giornalismo. [email protected]