‘Blind Art’, l’arte di Giacomo Pietoso approda dal Pan di Napoli al White Space Chelsea di New York

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Napoli, 3 set. – Non conosce confini l’espressione artistica di Giacomo Pietoso, poeta, scrittore e pittore. L’animo creativo ed immaginario dell’autore della Mostra ‘Blind Art’, esposta con successo dal 20 agosto al 1 settembre al Pan di Napoli, viaggia Oltreoceano sulla 25esima strada di Manhattan, per il Premio Internazionale Città di New York.

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Il tratto vivido, pieno e soprattutto onirico del pennello di Pietoso, realizza su tela il miracolo della bellezza concepita come eroica fenice che rinasce dalle sue ceneri. Il pittore ne ha dato lustro con l’ampia galleria di quadri esposti a Napoli per testimoniare la rinascita dalla disabilità. ‘Blind Art’ ha infatti impresso un sigillo nel percorso umano e professionale di Giacomo Pietoso, sintetizzando con le diverse collezioni allestite dalle curatrici Anna Esposito e Monica Picardi, la risalita dalla china scura della cecità, da parte di un uomo che grazie alla poeticità d’animo e alla voglia di rimettersi in gioco, riesce ad emozionarsi ed emozionare con tela e pennello.

L’arte cieca, valica il concetto canonico di forma e si manifesta con evidente libertà: genuina, realistica, cangiante e commovente insieme. Nelle Collezioni ‘Alberi della vita’, ‘Le ninfe’, ‘Massimo Troisi’, ‘Presepe’, ‘I colori di Pulcinella’, ‘Musica’, ‘Vele al Mare’, ‘Primavera’, ‘Vita’ e ‘Mrs Dream’, la vitalità e l’istinto si prendono per mano e cavalcano la vita con le sue ispirazioni, restituendo a pieno il ritratto dell’autore: uomo appassionato, innamorato della sua Napoli da cui trae ispirazione, fino a diventare esempio per chiunque si accosti al suo vissuto e naturalmente alla sua arte.

Davanti ad una tela di Giacomo Pietoso, si va oltre la disabilità, che anzi scompare dinanzi alla semplice capacità umana di ritagliarsi un suo spazio anche nell’oscurità, costruendo ponti e non muri comunicativi. Sostenitore del messaggio resiliente dell’artista è stato anche il Consigliere dell’Unione Italiana Ciechi, recatosi in visita al Pan per omaggiare l’Arte di Pietoso, perchè sia da sprone per chi vive nella cecità.

Giuseppe Fornaro, con orgoglio commenta: “Non ci si può soffermare sul percorso artistico di Giacomo, senza esaltare la sua grande forza d’animo. Appena lo conobbi subito dopo l’incidente che gli ha causato la cecità – aggiunge Fornaro – percepii la sua voglia di reagire. Si è messo da subito in discussione ed ha avuto una forte reazione per affrontare quello che gli riservava la vita iniziando a scrivere, per poi avvicinarsi alla pittura. Quello che sente nell’anima lo restituisce in forma d’arte. Giacomo lancia così il suo appello a darsi da fare per trasformare il dolore e la difficoltà della vita in qualcosa di rigenerativo, così da scacciare la solitudine in cui spesso ricade un non vedente, costretto a casa. La sua arte funge da monito per prendersi la vita in mano, rendendosi utili per la società. Preannuncio la nostra intenzione come Unione Italiana Ciechi, di realizzare con lui un progetto nelle scuole vesuviane per far conoscere come un non vedente intende l’arte e come la trasforma in realtà, sensibilizzando i più giovani nel capire che un disabile non è un problema per la società se viene messo in condizione di poter rendersi utile”.

La sintesi di ‘Blind Art’ è tutta racchiusa in una frase che accompagna la produzione artistica di Pietoso: “Benedico quel giorno in cui ho preso in mano la mia vita”.

 

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Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.