Biopiscine: un ecosistema indipendente dove la natura fa da protagonista

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Il vantaggio di poter disporre di una piscina privata è innegabile. Al di là del beneficio insito nell’istallazione di una piscina in un ambiente privato, le piscine possono costituire uno strumento per riqualificare l’immobile e trarre vantaggi su più fronti, partendo dall’aumento del valore dell’edificio fino alla sostenibilità ambientale.

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Tuttavia, le piscine tradizionali presentano degli svantaggi:
 

  • richiedono solitamente uno scavo profondo per la costruzione di una vasca interrata in cemento;
  • l’utilizzo degli impianti per il filtraggio dell’acqua (pompe e filtri elettrici) richiede dei costi di gestione non indifferenti;
  • il sistema di pulizia e disinfezione dell’acqua avviene – generalmente – con l’impiego di sostanze chimiche potenzialmente dannose per l’ambiente e per i bagnanti più predisposti alle irritazioni cutanee;
  • richiedono interventi di manutenzione periodici,
  • il ricambio dell’acqua genera dei costi notevoli ai quali va sommato anche lo spreco di acqua.

Esiste un’alternativa alla piscina tradizionale, una piscina priva di cemento armato la cui acqua viene depurata da un impiego responsabile e sapiente di piante, alghe, filtri lavici e ghiaia, oltre che da microorganismi autonomi che vi si formano: la biopiscina.

In questa sede spiegheremo:

  1. il concetto di biopiscina
  2. le caratteristiche delle biopiscine naturali
  3. il funzionamento delle biopiscine
  4. i vantaggi della biopiscina
  5. i permessi per costruire
  6. i costi di una biopiscina

Il concetto di biopiscina

La struttura delle biopiscine trae ispirazione dai laghi di montagna e dalle piscine naturali che si formano nei presis delle sorgenti di acqua. Sono di ogirine artificiale, ma costituiscono una sorta di ecosistema indipendente perfettamente in grado di provvedere alla pulizia, ossigenazione e filtraggio dell’acqua – mediante microorganismi, alghe e piante palustri – che sono i veri protagonisti. La presenza di questi elementi crea dunque le condizioni naturali che garantiscono la purezza e la salubrità dell’acqua, rendendola sempre sicura e balneabile.
 
Le biopiscine naturali: caratteristiche

La biopiscina è quind un sistema autonomo e autorigenerante, dove ogni elemento è accuratamente studiato dagli esperti installatori del biodesign allo scopo di creare un ambiente sano, sicuro ed ecosostenibile.

La differenza delle biopiscine con le piscine tradizionali è evidente anche nelle forme, che risultano più naturali e organiche, arricchite da elementi presenti naturalmente nell’ecosistema quali rocce, piante acquatiche, muschi, cascate, muretti e sentieri che servono sia a valorizzare la struttura dal punto di vista estetico, sia per la balneazione e il filtraggio dell’acqua della biopiscina.

In questo caso, il margine di personalizzazione è molto ampio, non esistono forme o dimensioni standard, anche se, solitamente, si parte da una superficie minima di 30/40 metri quadrati. La profondità ottimale è invece compresa tra 1,2 e 3 metri circa.
 
Come funziona una biopiscina

Il principio alla base del funzionamento di una biopiscina è la fitodepurazione, un “sistema di depurazione naturale delle acque reflue domestiche, agricole e talvolta industriali, che riproduce il principio di autodepurazione tipico degli ambienti acquatici e delle zone umide”. [Fonte]

Al pari di un ecosistema naturale, ogni microorganismo svolge la sua funzione: vi sono specie che si nutrono degli agenti inquinanti come l’azoto o il fosforo, altre filtrano le sostanze intorbidanti mentre altre producono ossigeno. Le specie sommerse hanno un altro ruolo ancora, che potremmo definire igienizzante, poichè la superficie delle foglie consente di ospitare un numero maggiore di micoroorganismi come zooplancton e pulci d’acqua che si rivelano essenziali per la fitodepurazione. Agli elementi naturali vengono aggiunti i filtri, sempre naturali, la sabbia e la ghiaia che favoriscono la depurazione, mentre una pompa meccanica semplifica e velocizza il processo trasportando l’acqua pulita verso l’area deputata alla balneazione.

Infine, la movimentazione dell’acqua attraverso l’impiego di rocce, cascatelle e fontane contribuisce alla sua ossigenazione, creando un ambiente non solo sano, ma anche molto rilassanre e suggestivo.

Il consiglio: si consiglia di non includere alcuna fauna acquatica nel progetto. I pesci si nutrono dei microorganismi creando uno squilibrio nel processo di depurazione dell’acqua.

I vantaggi di una biopiscina

Se realizzata da esperti installatori, una biopiscina offre diversi vantaggi:

  • costi di gestione pressoché inesistenti;
  • assenza di sostanze chimiche dannose per la salute e inquinanti;
  • impianti meccanici e vani tecnici di scarso ingombro;
  • basso fabbisogno energetico;
  • elevata sostenibilità ambientale;
  • scarsa manutenzione;
  • perfetta adattabilità a qualsiasi contesto;
  • non deve essere mai svuotata, anzi, nei mesi invernali, la biopiscina assume un aspetto sempre diverso, quasi come un camaleonte, adattandosi perfettamente alle stagioni.

La possibilità di dotare la biopiscina di piante e vegetazione palustre locale si traduce in un risultato finale ancora più integrato nell’ambiente circostante. Poniamo di costruire una biopiscina nel bel mezzo della campagna, con fitti canneti, ninfee che galleggiano sulla superficie e ciuffi di piante e di erbe locali, tutto questo andrà a creare una continuità ricca di armonia tra l’ambiente naturale e l’ambiente artificiale.

I permessi per costruire una biopiscina

Attraverso i principi del biodesign, gli installatori esperti possono realizzare una bio piscina naturale completamente smaltibile, i cui materiali ne facilitano la costruzione anche in termini di autorizzazioni.

Di norma, per realizzare una biopiscina è necessario avviare una pratica edilizia, solitamente una Segnalazione Certificata di Inizio Attività (S.C.I.A.) o una D.I.A. (Dichiarazione Inizio Attività) con allegato il progetto. Nel caso in cui l’abitazione di riferimento sorgesse in una zona vincolata, è necessario richiedere il nullaosta della Soprintendenza. Bisognerà inoltre controllare: il regolamento edilizio locale, il Piano Regolatore Generale e le eventuali ordinanze comunali. Le incombenze burocratiche possono essere affidate ai tecnici installatori, al geometra o agli ingegneri della ditta di costruzione.

Quanto costa la realizzazione di una biopiscina

Il costo di una biopiscina dipende dalle sue dimensioni e dalle difficoltà di installazione legate alle complessità architettoniche dell’ambiente in cui viene inserita. Una stima reale dei costi è possibile solo dopo aver richiesto un preventivo per il progetto specifico.

Per quanto riguarda i costi di gestione legati all’impiego di energia elettrica per il funzionamento delle pompe di circolazione di una biopiscina, va detto che, rispetto a una piscina tradizionale, risultano inferiori del 50 o 60%. Infine, non essendoci il bisogno di ricorrere all’impiego di prodotti chimici, i costi in questo senso sono pari a zero.

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