Biden convoca il QUAD e annuncia il lancio dell’IPEF. Russia – Ucraina. Ancora guai per l’Europa?

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anna tortora
Anna Tortora

“Secondo The Times, citato da Lion Biden convoca il QUAD e annuncia il lancio dell’IPEF.
Russia – Ucraina. Ancora guai per l’Europa?Udler, sarebbe allo studio un piano per sbloccare le forniture di grano ucraine, incluso il dispiegamento di missili a lungo raggio in Ucraina per scoraggiare qualsiasi tentativo russo di sabotare il corridoio alimentare. La Gran Bretagna sarebbe pronta ad inviare navi da guerra nel Mar Nero per scortare i mercantili che esportano grano ucraino.
Secondo il piano, “le marine alleate ripuliranno l’area dalle mine navali russe per garantire la sicurezza del trasporto di prodotti vitali”. I dettagli dell’operazione navale sarebbero attualmente al vaglio di Stati Uniti, Gran Bretagna, Francia, Lituania e Turchia…”
Germano Dottori, analista di geopolitica e consigliere scientifico di Limes

La situazione sta sfuggendo di mano a qualche Presidente…
“Ineffabile Biden. Va ripetendo ai quattro venti che Putin è un criminale di guerra e deve quindi essere giudicato per i crimini commessi. Bene. E chi dovrebbe giudicarlo? L’organismo più appropriato sarebbe naturalmente la Corte Penale internazionale dell’Aja, istituita nel 2002 e riconosciuta da 123 paesi. Ora che tra questi paesi non ci sia la Russia, non meraviglia. Ma – va ricordato – non ci sono nemmeno gli Stati Uniti! Perché? Perché Washintgon non ammette che soldati americani possano essere giudicati da una giurisdizione internazionale! Come dire: da che pulpito viene la predica! Poi si scopre che nemmeno l’Ucraina ha ratificato il trattato istitutivo della CPI. Kiev tuttavia, con una speciale procedura, ha accettato la competenza della CPI in materia di crimini di guerra. Perché allora ha preferito far giudicare un soldato russo, accusato di crimini di guerra (uccisione di un civile), da in tribunale nazionale che ha emesso in tutta rapidità un sentenza più politica e propagandistica che rispettosa del diritto?”
Domenico Vecchioni, ambasciatore

Inoltre…
“Il 23 maggio l’Unione Europea ha annunciato la convocazione dal 30 al 31 del mese di un vertice straordinario su Ucraina, difesa, energia e sicurezza.
A inizio maggio la Commissione europea aveva avanzato il sesto pacchetto di sanzioni verso la Russia, comprendente l’embargo al petrolio. Tuttavia, all’embargo si è opposta l’Ungheria, il che ne ha bloccato l’approvazione fino ad oggi.
Secondo quanto previsto, uno dei principali compiti del prossimo summit sarà un ulteriore coordinamento delle posizioni sull’embargo.
La strategia indo-pacifica degli Usa crea divisioni e scontri.
Il presidente americano, Joe Biden, è attualmente in visita in Corea del Sud e Giappone; si tratta della prima visita in Asia dopo il suo insediamento, nonché un’attività diplomatica piena di scontri e di sfumature da guerra fredda. A Tokyo Biden ha convocato il QUAD, composto da Usa, Giappone, Australia e India, e ha annunciato il lancio del cosiddetto IPEF (Quadro Economico Indo-Pacifico). Secondo l’opinione pubblica, tali comportamenti hanno dato forma preliminare alla “strategia indo-pacifica” avanzata dall’amministrazione Biden con l’intenzione di contenere lo sviluppo della Cina.
In realtà, l’entusiasmo dell’amministrazione Biden per una ‘nuova guerra fredda’ e per il confronto tra blocchi è finalizzato al mantenimento dell’egemonia statunitense, ma rappresenta anche una seria minaccia per la pace e la stabilità regionali. In Europa, lo scoppio del conflitto tra Russia e Ucraina è direttamente collegato alla pressione esercitata sulla Russia dagli Stati Uniti e dai suoi alleati. Tali scontri, va detto, hanno messo nei guai l’Europa, e ora gli Stati Uniti stanno cercando di indirizzare il flagello del confronto tra blocchi verso la regione dell’Asia-Pacifico..
La tendenza generale di sviluppo della regione dell’Asia-Pacifico è quella di promuovere l’integrazione regionale e costruire una comunità congiunta dal futuro condiviso. Durante un’intervista concessa ai media, Lee Hsien Loong, premier singaporiano, ha detto che la percentuale dell’economia cinese in quella globale continua ad aumentare, motivo per cui è “normale” avere più scambi commerciali con la Cina, che fornisce molte opportunità e un grande mercato. Gli altri paesi non possono non avere scambi commerciali con la Cina.

Recentemente, il ministro cinese degli Esteri, Wang Yi, ha affermato che la “strategia indo-pacifica” iniziata degli Usa adduce, come pretesto, la “libertà e l’apertura” allo scopo di dar vita a piccoli circoli; nonostante ciò, i paesi della regione dell’Asia-Pacifico non hanno intenzione di scegliere da che parte stare, molti di essi auspicano di potere andare d’accordo con gli altri paesi avviando cooperazioni e realizzando il win-win. Wang Yi ha inoltre detto che la “strategia indo-pacifica” è essenzialmente una strategia per creare divisioni, confronti e compromettere la pace.”
Radio Cina Internazionale

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.