Azzardo e crimine una relazione pericolosa

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NARDONE

Da poco è disponibile online la relazione DIA del primo semestre 2016 ed anche questa volta, dalla attenta lettura dei documenti, emerge quando possa essere di interesse del crimine organizzato la gestione del comparto azzardo.

L’attività investigativa ha messo alla luce il riciclaggio di fondi connessi alla gestione illegale dei giochi e delle scommesse vere e proprie “lavanderie” di euro di dubbia provenienza si nascondono spesso dietro il gioco illegale e, il nostro territorio, pare essere quello dove la tendenza è maggiore. Infatti la criminalità organizzata campana è molto attenta ai nuovi business e non poteva essere non rilevante la gestione di un flusso economico sicuro come quello del gioco.

Per la DIA sarebbe in atto una sorta di patto solidale tra alcuni gruppi camorristici e società capaci di gestire scommesse illegali nel mondo reale così come in quello virtuale.

Non si può dimenticare ad esempio una delle operazioni di Polizia più importante messe in atto nel 2016, “Jackpot”327 che ha portato alla luce un sodalizio “trasversale”, particolarmente attivo nel settore del gioco illegale on line.

Online però esistono anche luoghi sicuri dove poter giocare, per provare l’esperienza richiedi il tuo bet365 bonus. Il gioco online è protetto da diversi livelli di sicurezza ed ormai grazie alle protezioni della AAMS indubbiamente non si casca nella rete del malaffare.

Ormai è un dato di fatto le attività criminali si possono nascondere facilmente dietro gli incassi di una sala slot o bingo. Il motivo è semplice: spesso e volentieri sembra tutto regolare ma poi quando si approfondisce si viene a scoprire che i macchinari sono truccati, eludono le norme imposte dallo Stato e dai Monopoli e gli incassi vengono direttamente girati al crimine.

Una attività che frutta e che permette alle nuove bande criminali di avere fondi in contanti da investire in modo spregiudicato.

In particolar modo a Napoli e nel territorio i sodalizi criminali ormai si “nutrono” di ragazzi poco più che adolescenti dediti allo spaccio e agli scippi, ed i fondi per pagare le “operazioni” più sanguinarie derivano spesso dagli introiti del gioco clandestino.

Se in genere il crimine si nutre di introiti derivanti da diversi settori, ultimamente è cresciuto in modo rilevante quello collegato quello collegato agli introiti dell’azzardo. Basta tenere presente quanti articoli di cronaca parlano di macchinette slot truccate o di sale gioco sequestrate per presunte connivenze con il crimine.

Se poi ci si chiede il motivo per cui il crimine trovi particolarmente interessante il gioco d’azzardo la risposta è altresì semplice : truccare le macchinette non desta sospetto, non è una azione visibile e sopratutto si può fare persino da remoto.

Non di rado gli staff di esperti informatici che, pagati dal crimine, riescono a sabotare i sistemi di gioco, non stanno in Italia ma in Paesi dove è più facile eludere la sicurezza virtuale ed è più semplice far sparire le tracce.

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Redazione

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