Attacchi sessisti come arma politica. Succede a Pomigliano d’Arco

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Pomigliano, 2 ott. – Essere donna, oltre che professionista di bell’aspetto, intelligente e impegnata istituzionalmente, sembra risultare disfunzionale per una fetta della società odierna. Nonostante le lunghe battaglie portate avanti contro il sessismo, spiace appurare che nel quotidiano continuino a verificarsi attacchi denigratori nei confronti di professioniste attive in diversi contesti lavorativi, politica compresa.

NARDONE

L’ultimo episodio ha investito Elvira Romano, candidata alla carica di sindaco nel Comune di Pomigliano D’Arco, ora impegnata in campagna elettorale per il ballottaggio con il competitor Gianluca Del Mastro.

L’avvocatessa, già vicesindaco della città di appartenenza, sta subendo attacchi sessisti, volti a sminuirne valore e dignità. Ritratta sui social come una Barbie confezionata in scatola, accompagnata dalla dicitura ‘Barbie sindaco di Pomigliano, modello Elvira’, corredata da rafforzativi ‘Non al Comune…purtatavell’ a casa’, viene presentata ancora una volta come “bambola”, invece che donna pensante.

Il linguaggio denigratorio usato contro la sua persona non rende giustizia alle donne e al loro ruolo in questa società. Al di là di una qualsivoglia divergenza di opinioni politiche che vanno portate avanti con la forza delle idee e non con gli insulti, Elvira Romano merita rispetto.

La sua vicenda rappresenta un ennesimo anello nella catena di signore delle istituzioni travolte dallo tsunami sessista, usato come arma politica. L’Avvocato Romano è reduce da ben cinque anni di amministrazione nel Comune di Pomigliano d’Arco e, come dichiarato alla nostra testata in un recente intervento online, “non ha subito accuse per il suo operato, quanto per il suo essere donna che intende lavorare a sostegno della sua città”.

L’ordine del gioco della propaganda politica scatena dunque a Pomigliano, messaggi che screditano la figura istituzionale ricoperta da una donna che è candidata alla guida della sua città.

La polemica denigratoria nei confronti della Romano, inevitabilmente ci induce a soffermarci sul concetto di oggettivazione del corpo della donna, usato come arma non paritaria nella definizione dell’identità di genere.

L’immagine che ritrare la Romano come Barbie ha un impatto emotivo potente nel ricreare una tendenza svilente nei confronti delle donne, volta ad annullarne l’immagine culturale e civile che invece gli spetta in senso dignitario ed egualitario.

Il claim ‘Non al Comune…’, offende e oggettivizza il corpo della candidata alla carica di sindaco, trascurando le sue potenzialitá umane e professionali.

L’arma dell’ironia o dello “scivolone”, cui ci si potrebbe appellare, non giustifica certi atteggiamenti, purtroppo reiterati nel tempo nel linguaggio comune.

L’ennesimo episodio sessista che vede questa volta protagonista Elvira Romano, rappresenta invece, ulteriore vulnus nel dibattito socio-psicologico sulle donne e il loro diritto di contare senza essere insultate.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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Pina Stendardo

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.