Arde il Monte Somma, il sindaco di Ottaviano dichiara: “Emergenza nazionale”

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Ottaviano, 11 luglio 2017 –  Cielo grigio su tutto il Vesuviano. Puzza e fumo anche nelle case di Sant’Anastasia e Somma Vesuviana.  Il sindaco, Luca Capasso, chiede l’intervento dell’Esercito, sollecita il Governo e dichiara: “Emergenza nazionale”. Nel pomeriggio di ieri, l’incendio ha girato pian piano la montagna. A tre giorni dallo scoppio degli incedi, la montagna appare mangiata dalle lingue di fuoco, e nulla sembra riuscire a ‘liberarla’, anzi la situazione è critica per il Monte Somma e Vesuvio, dove si sono uniti due incendi sviluppatosi rispettivamente ad Ercolano e Ottaviano, con il fronte del fuoco aperto anche a Torre del Greco, Terzigno e San Giuseppe Vesuviano. Un vero dramma. Sul posto i volontari della Protezione civile “Cobra 2”, quelli di Sant’Anastasia e i Provinciali, mentre la Cobra2  ha lanciato un drone aereo nella zona più alta della montagna detta “Bocca dell’inferno”, in località della Valle della Delizia, per localizzare più precisamente l’incendio è capire come agire, ma gli aerei sono sembrati da subito la soluzione. Fuoco ovunque, una nuvola grigia ha coperto diversi paesi dell’area del Vesuviano, mentre alcuni sindaci hanno raccomandato ai cittadini di chiudere porte e finestre. Puzza di bruciato a chilometri di distanza. La Campania devastata da incendi, circa 100, e più di 700 le unità impegnate tra volontari, carabinieri forestali e vigili del fuoco. Intanto volontari, vigili del fuoco e operatori sono sul territorio da domenica nel tentativo di spegnere e circoscrivere le fiamme anche con l’ausilio di supporti aerei che hanno irrorato il suolo bonificandolo li dove arso, ma le fiamme sono riapparse. Numeri allarmanti, quelli emersi dall’incontro nella sala consiliare “Pasquale Cappuccio” del Comune di Ottaviano, alla quale ha partecipato il generale Antonio Ricciardi, già vice comandante generale dell’arma e attuale comandante generale del Nucleo tutela forestale, ambientale e agroalimentare dei carabinieri. Insieme al generale Ricciardi, il sindaco di Ottaviano e presidente della Comunità del Parco Vesuvio Luca Capasso, il presidente del Parco nazionale del Vesuvio Agostino Casillo, il responsabile della Protezione civile regionale Massimo Pinto, l’ingegnere Gustavo Prisco dei Vigili del Fuoco. I dati sono stati forniti da Prisco e Pinto. Presenti anche i sindaci e gli amministratori dei Comuni di Somma Vesuviana, Terzigno, Boscoreale, Boscotrecase, Ercolano, Massa di Somma, San Giuseppe Vesuviano e il l’assessore con delega alla Protezione civile per il comune di Sant’Anastasia, Fernando de Simone. ”Abbiamo  deciso di unire le forze e chiedere al governo una legge per inasprire le sanzioni in caso di incendio doloso”. L’amministratore era accompagnato anche dal comandante Rosario Russo, della locale stazione dei carabinieri. La riunione si è tenuta proprio mentre le fiamme, in gran parte del territorio del Parco, aumentavano. Il Comune di Ottaviano ha convocato il Coc, Centro operativo comunale, che sarà attivo per le prossime 24 ore per gestire l’emergenza. Tre ambulanze sono a disposizione dei cittadini in caso di malori dovuti al fumo, che può creare problemi alle vie respiratorie e alla vista. Sono state inoltre sistemate autobotti presso la Valle delle Delizie, per consentire ai soccorritori di rifornirsi in tempi rapidi. Intanto dai Comuni anche il sindaco di Somma Vesuviana, interviene: “In merito agli incendi, con il comandante Ricciardi presto anche a Somma discuteremo delle criticità del nostro territorio, con i responsabili della protezione civile, dei vigili del fuoco e gli altri colleghi sindaci, col presidente del Parco Nazionale del Vesuvio, Agostino Casillo, per trovare una soluzione concreta rispetto ai roghi che stanno interessando la nostra montagna e la nostra riserva naturale”. Tensioni e paure soprattutto per l’enorme nube grigia che ha coperto il Vesuviano. “Si tratta di un’emergenza, ci aspettiamo un aiuto da Roma, dalla protezione civile nazionale, perché da soli non ce la facciamo – dice il sindaco Capasso -si tratta di una calamità che rischia di mettere per sempre in ginocchio un’intera area. Stiamo assistendo alla morte dello Stato, alla sua totale assenza, ma mai come stavolta lo Stato siamo tutti noi: anche quelli che si fanno i selfie tra le fiamme per postarle sui social, anche quelli che criticano solo e aspettano aiuti senza sapere che in Italia ci sono solo 12 canadair, e poi magari esitano a denunciare i piromani. Infine, spiace dirlo ma è così, lo Stato è anche la mano criminale che sta facendo accadere tutto questo. Siamo tutti sconfitti, siamo tutti impotenti, ma sarebbe sbagliato arrendersi. Ora è il momento di dare il massimo, ognuno per la propria parte. Dobbiamo salvare il territorio”. Resta di fatto che tra dure critiche da parte dei sindaci e le azioni intraprese dai volontari di Protezione civile, quello che è mancato nel Vesuviano sino a tarda sera è stata l’azione e il supporto dal cielo, nessun canadair ha sorvolato il cielo ‘grigio’, troppi incendi e pochi supporti. I volontari hanno operato, per quanto possibile, da terra, cercando di fermare il fuoco e contenere l’incendio, che passate le 21  era ancora in atto e continuava ad espandersi mentre i mezzi aerei erano ancora impegnati sulla zona di Ercolano e Torre del Greco, versante Vesuvio. Per  motivi di sicurezza e di scarsa visibilità, i volontari della protezione civile hanno dovuto lasciare la prima linea tenuta per tutta la giornata . Non sono tornati a casa, ma son andati prima al comune di Ottaviano, attesi dal sindaco Capasso stabilendo il primo turno di rientro in prima linea, anche se la speranza è che qualche canadair ‘libero’ si occupi anche del Vesuviano.

NARDONE

 

 

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Maria Beneduce

Maria Beneduce