Archiviate le indagini su Nicola Caputo, accusato di presunti legami tra politica e camorra. Ora l’eurodeputato attende le scuse

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Napoli, 24 giu. –  Archiviata l’inchiesta ai danni di Nicola Caputo. Quattro anni da quando fu valutato impresentabile e non candidato alla Politiche dal Partito democratico per l’apertura di una indagine su presunti legami tra politica e camorra. Due le archiviazioni incassate in pochi giorni. L’eurodeputato, oggi, esulta su facebook: “Dal gennaio 2013 sono in silenzio. Sono in silenzio da quando il mio PD, quel PD giustizialista a senso unico di Bersani & Co., decise di escludermi dalle liste per la Camera dei Deputati, per effetto di un’indagine sui rimborsi in Regione Campania, nonostante avessi vinto le primarie ed il mio nome fosse già inserito al n. 4 della lista. Quell’indagine, a seguito dei miei chiarimenti, fu subito ridimensionata per poi, dopo i doverosi accertamenti degli organi inquirenti e giudicanti, essere definitivamente “archiviata”…intanto, però, il mio partito e certa stampa mi aveva già condannato, senza possibilità di difesa. In seguito, sopraggiunse la notizia ­ appresa dai giornali ­ di un’ulteriore indagine, sul mio conto, su presunti voti di scambio: questa volta a lanciare una campagna mediatica, piena di odio e di fango, fu il M5S, nel silenzio assordante del mio partito. In quell’occasione Beppe Grillo mi dedicò un tweet, al quale ebbi modo di rispondere: “Caro Beppe Grillo il tuo prossimo hashtag sarà: #CaputoScusaci.” Qualche giorno fa, l’archiviazione anche di questa indagine. Tutte le indagini a mio carico, pertanto, sono state chiuse e archiviate, in fase istruttoria. Sono stati anni terribili, ho vissuto un lungo incubo: calunnie, ingiurie, sospetti, pacche sulla spalla e frasi di circostanza, quando non compassionevoli… Un lungo e doloroso periodo perché la Giustizia ha i suoi tempi e perché la verità va sempre certificata, al di là di ogni ragionevole dubbio. Nel caso di un politico, poi, andrebbe richiesto, a mio avviso, un supplemento di rigore morale e di trasparenza. Sono stato in silenzio ed ho aspettato, ponendomi, sempre, in punta di piedi. Ho subito calunnie infamanti e attacchi mediatici gratuiti in un periodo nel quale, come se non bastasse, ho perso anche il mio riferimento di vita, mio Padre, che oggi esulterebbe per questa notizia, coerente con l’educazione ricevuta, improntata ai principi e valori di lealtà, sincerità ed onestà, verso me stesso e verso la collettività.

NARDONE
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Redazione

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