Antimafia, 19 interdittive a Napoli

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Firmate dal prefetto, riguardano imprese di vari settori. Piano di contrasto anti-camorra per Torre Annunziata

 

NARDONE

Operano nei settori edilizia, opere pubbliche, commercio alimentare, pubblici esercizi, somministrazione di alimenti e bevande e ristorazione le imprese di Marano di Napoli e di Sant’Antimo raggiunte dalle 19 interdittive antimafia firmate oggi dal prefetto di Napoli Marco Valentini.

Prosegue l’attività di contrasto sul territorio alla criminalità organizzata a Napoli e in provincia, con l’azione parallela di intervento per il recupero delle aree degradate e, su un altro fronte, con il riutilizzo di beni confiscati alla criminalità organizzata, come Palazzo Fienga a Torre Annunziata, che diventerà sede delle strutture di Polizia territoriali.

Uso e destinazione dell’immobile, per la ristrutturazione del quale il Comitato interministeriale per la programmazione economica (Cipe) ha approvato ieri il finanziamento, sono stati esaminati questa mattina dal comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica presieduto dal prefetto Valentini nella sede del comune del napoletano, con la partecipazione del sindaco Vincenzo Ascione e dei procuratori della Repubblica presso i tribunali di Napoli e di Torre Annunziata, Giovanni Melillo e Nunzio Fragliasso.

La situazione sicurezza nella cittadina rimane infatti critica nonostante la risposta decisa dello Stato che anche di recente con una serie di operazioni, con l’arresto di capi-clan e di figure minori della camorra locale, porta avanti sul territorio il contrasto alla presenza invasiva della criminalità organizzata.

Oltre alla pianificazione di interventi di controllo mirati sul territorio, i cui risultati saranno monitorati ed esaminati nell’ambito di riunioni dedicate, prefettura e comune hano deciso di intensificare la loro cooperazione per avviare un’azione coordinata finalizzata a risanare le situazioni di principali di degrado.

All’incontro hanno partecipato anche i vertici provinciali delle Forze dell’ordine, il capocentro della direzione investigativa antimafia (Dia) di Napoli, un rappresentante dei Vigili del fuoco e il referente dell’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la gestione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc).

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Redazione

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