Agenda settimanale spettacoli dal 7 al 13 marzo 2022 in Campania, programmati dal Circuito Teatro Pubblico Campano

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Cinema Teatro Italia di Eboli

Info 0828365333

Martedì 8 marzo, ore 20.45

 

Teatro Comunale Mario Scarpetta di Sala Consilina

Info 3498713124

Mercoledì 9 marzo, ore 20.45

 

Artisti Associati

presenta

Vanessa Incontrada, Gabriele Pignotta in

Scusa sono in riunione…Ti posso richiamare?

una commedia scritta e diretta da Gabriele Pignotta

 

con Fabio Avaro, Nick Nicolosi, Siddhartha Prestinari

 

scene Matteo Soltanto, costumi Valter Azzini
luci Pietro Sperduti, musiche Stefano Switala

Pignotta dipinge il ritratto della sua generazione, quella dei quarantenni di oggi, abbastanza cresciuta da poter vivere inseguendo il successo e la carriera ma non abbastanza adulta da poter smettere diridere ed ironizzare su se stessa.

Scusa sono in riunione…ti posso richiamare? è un’attuale e acutissima commedia degli equivoci che, con ironia, ci invita a riflettere sull’ossessione della visibilità e sulla brama di successo che caratterizzano i nostri tempi.

Già il titolo racconta molto di questa commedia, una frase che si trasforma in tormentone, per una generazione, quella dei quarantenni di oggi, abbastanza cresciuta da poter vivere inseguendo il successo e la carriera ma non abbastanza adulta da poter smettere di ridere ed ironizzare su se stessa.

Ex ragazze ed ex ragazzi che senza accorgersene sono diventati donne e uomini con l’animo diviso tra le ambizioni ed i propri bisogni di affetto, ma anche in fon do persone portatrici sane di un fallimento sentimentale vissuto sui ritmi frenetici di un’esistenza ormai dipendente dalla tecnologia che non lascia spazio ad un normale e sano vivere i rapporti interpersonali!

Ma cosa succederebbe se queste stesse persone per uno strano scherzo di uno di loro si ritrovassero protagonisti di un reality show televisivo?

La risposta rimane di proprietà di un pubblico che dopo avere riso di se stesso si interrogherà a lungo sul senso di molti aspetti della sua vita!

Dopo il grande successo teatrale di Mi piaci perché sei così e quello cinematografico di Ti sposo ma non troppo ritroviamo la coppia Incontrada Pignotta in una commedia geniale, travolgente assolutamente da non perdere.

Teatro Ricciardi di Capua

Info 0823963874

Martedì 8 marzo, ore 20.30

Clap

presenta

Paolo Caiazzo in

Terroni si nasce
ed io lo nacqui… modestamente

scritto e diretto da Paolo Caiazzo

percussioni, Emidio Ausiello

chitarra, Franco Porzio

fisarmonica, Sasa’ Piedepalumbo

contrabasso, Roberto Giangrande

E’ chiara ed evidente la citazione omaggio al principe della risata ed alla sua battuta cinematografica “Signore si nasce, ed io lo nacqui… modestamente”

Il termine “Terrone” inserito nel titolo è una dichiarazione d’amore per le mie origini, ed io, come contadino della mia “Terra”, intendo coltivarla!

Con leggerezza ed il supporto di musicisti in scena racconto la mia Meridionalità. Monologhi, poesie e canzoni per uno spettacolo di incalzante divertimento e riflessioni sulla Terronia, sui suoi pregi ed i suoi difetti.

Ma non solo Sud! Anche attualità, politica nazionale ed internazionale per commentare comicamente la vita di tutti i giorni, vizi e manie dei nostri tempi ma sempre con la filosofia che la mia terra ci ha regalato.

Non può mancare in scena il mio alter ego televisivo Tonino Cardamone ed il suo motto: “’a capa mia nun è bona”. A lui è affidata la parentesi della follia dei saggi con la saggezza della sua follia.

Più che uno spettacolo è una “Mission” sempre più “Impossible” ai giorni d’oggi: Divertire e divertirsi. Ma bisogna tentare, anche su tematiche serie e drammatiche, senza prendersi tanto sul serio, perché sono sempre più convinto che affrontare un problema disposto a riderci su, è probabile che tu possa vincere, se ti abbatti e ti disperi… hai già perso.

Paolo Caiazzo

 

Teatro Italia di Acerra

Info 08118280134, 3333155417

Giovedì 10 marzo, ore 20.45

 

Teatro Di Costanzo Mattiello di Pompei

Info 3381890767, 3337361628

Da venerdì 11 a domenica 13 marzo

(feriali ore 20.30, festivi ore 18.15)

 

AR.TE.TE.CA Teatro Bracco

presenta

Giacomo Rizzo

Caterina De Santis

in

Un figlio in provetta

scritto e diretta da Giacomo Rizzo

con la Compagnia Stabile del Teatro Bracco

con Carla Schiavone

e con la partecipazione di Corrado Taranto

Questa farsa, scritta da Giacomo Rizzo, conserva intatto tutto il sapore delle farse napoletane del ‘900 ma naturalmente oggi i linguaggi e i tempi sono cambiati, il meccanismo degli equivoci resta pressoché identico ma oggi è normale avere un figlio in provetta.

Il protagonista di questa storia, il povero Giacomo Rizzo, marito non più giovane, sembra che non riesca a mettere incinta la sua giovane moglie e allora la suocera impicciona, la bravissima Caterina De Santis, organizza tutto all’insaputa del genero, i risvolti sarà una grande sarabanda di esilaranti situazioni comiche, con una cameriera ucraina che parla e capisce l’italiano solo quando le fa comodo, un ginecologo, squattrinato e senza scrupoli, un avvocato spasimante della suocera, un donatore equivoco che vuole essere pagato e appunto, il protagonista disperato che non sa come liberarsi da questa folla impazzita di personaggi.

Ma alla fine il figlio di chi è ? Insomma come tutte le commedie della grande tradizione napoletana si riderà a crepapelle e il pubblico resterà incantato da questi giochi che sicuramente appartengono alla Commedia dell’Arte millenaria di cui è ricco il repertorio di tradizione napoletano.

Note di regia

La commedia “Un Figlio in Provetta“ tratta un argomento  di grande attualità. Tantissime coppie di  sposi e di conviventi, vogliono un figlio, ma uno dei due ha qualche problema, e si ricorre a un ginecologo per farsi consigliare sul risultato di questa fecondazione artificiale.

Riccardo, è un uomo di una certa età, sposato a Veronica, (giovane di 34 anni) ha bisogno di un figlio per poter ereditare una cifra consistente da un suo lontano parente, essendo lui,bunico erede.

La suocera, Teresa, si fa aiutare da una sua amica ginecologa (Tiziana) e con Veronica (all’insaputa di  Riccardo) ricorrono a questa fecondazione artificiale. Riccardo intanto, ha pensato di andare in vacanza in una casa in montagna insieme a sua moglie Veronica , per poter  stare con lei il più possibile e realizzare il sogno di un figlio, ignaro di tutto. Teresa intanto, conoscendo l’indirizzo della casa in montagna, raggiunge la figlia  in vacanza, invitando un avvocato suo amante (Costantino Grande).

Nella casa in montagna,  c’è una cameriera tutto fare polacca- spagnola (Carmensita), proposta e voluta dalla suocera la quale  combina solo guai, anche, lei fidanzata con un omaccione (Totore) il quale la chiama continuamente sul telefono fisso  di casa.

Altri personaggi interverranno nella casa in montagna e la faccenda si ingarbuglia sempre più.

Ma alla fine il figlio di chi è? Insomma come tutte le commedie della grande tradizione napoletana si riderà a crepapelle e il pubblico resterà incantato da questi giochi che sicuramente appartengono alla Commedia dell’Arte millenaria di cui è ricco il repertorio di tradizione napoletano.

Una commedia che serve a farci riflettere, e farci tornare a teatro per stare insieme e farci divertire. Parola di Giacomo Rizzo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Teatro Diana di Nocera Inferiore

info 3347009811

Venerdì 11 marzo, ore 20.45

Teatro Partenio di Avellino

Info 0825270961 – 3484072885

Sabato 12, ore 20.45, e domenica 13 marzo, ore 18.00

Cardellino srl

presenta

Silvio Orlando in

 

La vita davanti a sé

dal testo “La vie devant a soi” di Romain Gary (Emile Ajar)

riduzione e regia Silvio Orlando

direzione musicale Simone Campa

con Ensamble dell’Orchestra Terra Madre

chitarra battente e percussioni, Simone Campa
clarinetto e sax, Gianni Denitto
fisarmonica, Maurizio Pala
kora, Djambe Kaw Sissoko

scene Roberto Crea

costumi Piera Mura

disegno luci Valerio Peroni

Pubblicato nel 1975 e adattato per il cinema nel 1977, al centro di un discusso Premio Goncourt, La vita davanti a sé di Romain Gary è la storia di Momò, bimbo arabo di dieci anni che vive nel quartiere multietnico di Belleville nella pensione di Madame Rosa, anziana ex prostituta ebrea che ora sbarca il lunario prendendosi cura degli “incidenti sul lavoro” delle colleghe più giovani.

Un romanzo commovente e ancora attualissimo, che racconta di vite sgangherate che vanno alla rovescia, ma anche di un’improbabile storia d’amore toccata dalla grazia.

Silvio Orlando ci conduce dentro le pagine del libro con la leggerezza e l’ironia di Momò diventando, con naturalezza, quel bambino nel suo dramma. Inutile dire che il genio di Gary ha anticipato senza facili ideologie e sbrigative soluzioni il tema dei temi contemporaneo la convivenza tra culture religioni e stili di vita diversi.

Il mondo ci appare improvvisamente piccolo claustrofobico in deficit di ossigeno I flussi migratori si innestano su una crisi economica che soprattutto in Europa sembra diventata strutturale creando nuove e antiche paure soprattutto nei ceti popolari, i meno garantiti.

Se questo è il quadro quale funzione può e deve avere il teatro. Non certo indicare vie e soluzioni che ad oggi nessuno è in grado di fornire, ma una volta di più raccontare storie emozionanti commoventi divertenti, chiamare per nome individui che ci appaiono massa indistinta e angosciante.

Raccontare la storia di Momò e Madame Rosa nel loro disperato abbraccio contro tutto e tutti è necessario e utile. Le ultime parole del romanzo di Gary dovrebbero essere uno slogan e una bussola in questi anni dove la compassione rischia di diventare un lusso per pochi: «Bisogna voler bene».

Redazione

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