Addio a Gigi Proietti, mattatore tutto italiano

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Roma, 2 ott. – Aveva seri problemi di salute ed era ricoverato in ospedale in gravi condizioni.
Oggi sarebbe stato il suo compleanno, ma il destino ha scelto per lui. Nel giorno dei defunti, alle 5.30 e ad 80 anni, è morto il grande Gigi Proietti, maestro d’ arte e recitazione. Ha detto addio al mondo tra le braccia della moglie e delle figlie, con lui a Villa Margherita, dove era in terapia intensiva.
La sua voce è stata la colonna sonora di programmi tv e non solo.
Nato da una famiglia semplice, ha saputo però imporsi nel mondo dello #spettacolo italiano: «Mio padre era un impiegatuccio, mamma una casalinga. Non sono figlio d’arte, insomma, però, ora che ci penso forse la vena artistica l’ho ereditata proprio da mia madre: mio nonno materno faceva il pecoraro, ma era un poeta. Quando è morto abbiamo ritrovato una serie di libretti con bellissime poesie, erano sonetti dove non c’era una virgola sbagliata. E chissà, forse ho ripreso da lui il gusto di scriverne anch’io in romanesco”.

NARDONE

Showman, doppiatore, ma soprattutto attore di cinema e televisione, è stato direttore artistico del Brancaccio a Roma e, negli ultimi 17 anni, del Globe Theatre a Villa Borghese.
Da che recitava in un vecchio magazzino negli anni Sessanta, con il teatro impegnato e il gruppo dei 101, è arrivato alla ribalta nazionale.
Che classe che aveva in scena! Maestro e Pigmalione di tanti artisti, della #recitazione diceva: “Ringraziamo Iddio, noi attori che abbiamo il privilegio di poter continuare i nostri giochi d’infanzia fino alla morte, che nel teatro si replica per davvero”.
Addio Gigi!

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Pina Stendardo

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.