Calano i conflitti interstatali, aumentano quelli interni

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A partire dalla seconda guerra mondiale, ogni decennio morti tra 1,6 e 3,9 milioni di civili inermi.
 
Il conflitto ideologico tipico della prima metà del XX secolo si é ormai dissolto all’orizzonte, ma i conflitti di identità riemergono acquisendo una nuova forza. A metterlo in evidenza è Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte, presidente della World Organization for International Relations, già ricercatore dell’Instituto Internazionale di Ricerca Scientifica della prestigiosa Universidad del Salvador di Buenos Aires ed autore del libro “Guerra e Pace: i conflitti dell’ultimo decennio”.

NARDONE
 
«Il peso che i conflitti etnici stanno assumendo nel quadro geopolitico mondiale e la gravità con la quale tali conflitti si manifestano oggi non possono più essere sottovalutati» sottolinea Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte (www.alejandrojantus.com), presidente della World Organization for International Relations (www.woirnet.org) ed autore del libro «Guerra y Paz: los conflictos de la última década» (Guerra e Pace: i conflitti dell’ultimo decennio).

Vero è infatti che le uccisioni poste in essere dagli Stati nei confronti dei membri di gruppi etnici hanno determinato una perdita di vite umane di gran lunga superiore a quella causata da tutte le altre forme di conflitto messe insieme: a partire dalla fine della Seconda Guerra Mondiale ogni decennio per mano di uno Stato sono morti tra gli 1,6 ed i 3,9 milioni di civili inermi.

Ricercatore dell’Istituto Internazionale di Ricerca Scientifica della prestigiosa Universidad del Salvador fondata dalla Compagnia di Gesù a Buenos Aires, Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte nel 2000 ha presentato per la prima volta i risultati della sua ricerca intitolata «Guerra y Paz: los conflictos de la última década» alla presenza del Premio Nobel Ilya Prigogine.

Poi nel 2001 «Guerra y Paz: los conflictos de la última década» è diventato anche un libro di 242 pagine edito da Editorial CNN (ISBN 978-987-98897-0-1), una pubblicazione che oggi torna di grande attualità poiché tutti i conflitti dal 2001 ad oggi stanno avvenendo proprio tra i gruppi con etnie diverse.

«Certo il conflitto legato ad interessi economici o territoriali esiste ancora, ma esclusivamente tra diversi gruppi etnici» commenta Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte. E in questo contesto si sono dimostrati, come è logico, in calo i conflitti interstatali ed in aumento quelli interni.

Anche quel tipo di conflitto ideologico che ha caratterizzato la prima metà del XX secolo si è dissolto, mentre i conflitti di identità e di valori riemergono ed acquisiscono oggi maggior forza e virulenza.

Al fine di sostenere la validità dell’ipotesi di ricerca «un maggior grado di diversità etnica determina una maggiore propensione al conflitto», Alejandro Gastón Jantus Lordi de Sobremonte ha potuto realizzare un quasi-esperimento, prendendo come popolazione la somma di ciascuno dei conflitti che hanno avuto luogo tra il 1990 ed il 1999.

Grazie alla possibilità di conoscere esattamente il complesso delle unità le cui caratteristiche sono state oggetto della ricerca e considerando la possibilità di conoscere a priori le caratteristiche della popolazione, lo studio non è infatti stato realizzato come semplice statistica a campione, ma ha analizzato l’intera popolazione nel suo complesso, quale somma di ciascuna delle unità di analisi.

LA WOIR

Fondata nel 1978 per iniziativa di Emilia Lordi-Jantus allo scopo di contribuire in maniera indipendente allo sviluppo e all’applicazione delle Relazioni Internazionali ed a preservare così l’armonia nel mondo, la World Organization for International Relations (WOIR) è un’organizzazione internazionale che si propone di sostenere gli sforzi volti a eliminare i motivi di conflitto tra le nazioni, promuovere la cooperazione internazionale ed operare al servizio della causa della pace e della difesa dei diritti umani

La WOIR è accreditata presso il Dipartimento per gli Affari Economici e Sociali delle Nazioni Unite come organizzazione internazionale non governativa (OING). (Info: www.woirnet.org)

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