Il pensiero degli altri, il nuovo libro di Beatrice Silenzi. Intervista con l’autrice.

Condividi
anna tortora
Anna Tortora

Per la mia rubrica IL Personaggio sono lieta di ospitare Beatrice Silenzi, giornalista e scrittrice.
La comunicazione e il giornalismo sono cambiati. I cambiamenti fanno parte della storia e in questo momento particolare si evincono delle condizioni per cui i cambiamenti sono inevitabili.
Il discorso, però, va oltre. Come si può non vedere il contesto di precarietà in cui tutto questo avviene? Il rischio sempre incombente che il vento del politicamente corretto porti via tutto? E come non vedere il drammatico squilibrio che c’è nell’informazione del mainstream?
Beatrice Silenzi nel suo nuovo libro illustra proprio questo e altro…

NARDONE

D. Cara Beatrice, innanzitutto voglio precisare che tu sei passata dal mainstrem alla libera informazione.
Parliamo del tuo nuovo libro.

R. “Il libro si divide in due parti. La prima è autobiografica; nella seconda c’è il lavoro di un anno di interviste, che io ho realizzato, con personaggi che appartengono alla libera informazione e quindi non sono personaggi legati al mainstream o, comunque, che normalmente non vedresti nei dibattiti politici o televisivi.
Il pensiero è il pensiero degli altri, inteso proprio come un pensiero diverso da quello del mainstream tradizionale. A questo si aggancia naturalmente la mia storia, perché io sono una conduttrice radiotelevisiva di una emittente del Centro-Italia e sono anche il direttore responsabile, e quando è iniziato questo lungo periodo ho portato un tipo di informazione diversa e l’ho fatta più mia. Il problema di oggi è che il pensiero del mainstream (TV, giornali) va tutto verso una direzione, mentre le realtà, che cercano di portare avanti un tipo di giornalismo che faccia anche venire dei dubbi per far riflettere, non sono gradite”.

D. Il Covid 19 ha fatto emergere delle lacune nell’informazione “ufficiale”, secondo te?

R. “Diciamo che già non c’era molto pluralismo e molta democrazia. Tutto ciò si è perso, sempre di più, con la chiusura di molti giornali. Questa cosa è iniziata anni fa ed è andata avanti gradualmente: il giornalismo è molto cambiato. Certamente, mai come nel periodo del Covid si è assistito ad un taglio così radicale nei confronti di un altro tipo di informazione, quindi il Covid ha generato una sorta di pensiero unico, acritico peraltro, che ha portato alla perdita del pluralismo. Tutte le voci si sono incanalate in un unico tipo di informazione. Sì, credo che la risposta sia sì”.

D. Chi sono i personaggi intervistati di cui parli nella seconda parte del libro?

R. “Personaggi che danno una versione diversa della narrativa mainstream. Sono: Enrica Perucchietti, Pietro Ratto, Max Del Papa, Germana Leoni, Manlio Dinucci, Marcello Pamio, Stefano Scoglio, Fabio Franchi, Loretta Bolgan, Fabio Franchi, Silvana De Mari, Paolo Becchi, Valerio Malvezzi e Angelo Giorgianni.
Le interviste raccontano un’altra verità, spaziando dall’ambito storico al filosofico, dal settore sanitario a quello della ricerca, dalla sfera giuridica a quella politico – economica”.

Un libro che scuote le coscienze, un libro che invita a scoprire altre verità, anche dove sembrano scomode.

Ringrazio Beatrice Silenzi per la piacevole conversazione.

Anna Tortora

Nata a Nola. Si è laureata alla Pontificia facoltà teologica dell'Italia meridionale. Le sue passioni sono la politica, la buona tavola, il mare e la moda. Ha militato per diversi anni in Azione Giovani e poi in Alleanza Nazionale. Accanita lettrice, fervente cattolica e tifosa del Milan.