Verifiche fiscali: cosa c’è a tutela del contribuente

A cosa servono le verifiche fiscali? In Italia, gli accertamenti fiscali hanno la finalità di contrastare il fenomeno dell’evasione fiscale.

Oltre che a portare a galla gli eventuali comportamenti illeciti da parte del contribuente, le verifiche fiscali che le autorità svolgono favoriscono l’adempimento spontaneo da parte del cittadino, garantendogli il diritto al contraddittorio, ovvero il diritto alla difesa.

Conoscere i propri diritti e doveri

Spesso le verifiche fiscali effettuate dalla Guardia di Finanza vengono percepite come una sorta di blitz che costringe il cittadino a sospendere le proprie attività. L’intervento da parte della GDF è può avvenire sia presso i locali commerciali o aziendali del contribuente, sia presso la sua abitazione. Per agevolare queste operazioni, il cittadino sotto verifica è tenuto a conoscere i suoi obblighi e i diritti che la legge italiana gli concede in ogni fase dell’ispezione.

Verifica della GDF: le fasi

L’ispezione della GDF non può avvenire in qualsiasi momento, ma solamente durante il normale orario di esercizio delle attività, salvo eccezioni. Nella fase di accesso, le autorità sono tenute a mostrare un ordine di accesso, consegnandone una copia al contribuente.

L’accesso da parte delle autorità deve avvenire in maniera tranquilla, senza pregiudicare lo svolgimento delle attività del contribuente (art. 12 dello Statuto dei contribuenti). La permanenza della Guardia di Finanza presso i locali non può superare i 15 giorni per verifica fiscale in capo ai lavoratori autonomi e i 30 giorni per tutte le altre categorie di contribuenti.

Come si svolge la fase di ricerca

Nella fase di ricerca, la legge prevede che la GDF debba richiedere il materiale al contribuente prima di procedere al reperimento dei documenti contro la sua volontà. Nel caso in cui il cittadino sotto ispezione rifiutasse di fornire il materiale richiesto spontaneamente, o nel caso in cui il materiale risultasse lacunoso, le autorità saranno legittimate a ricercare le prove autonomamente.

Tra i diritti del contribuente nella fase di ricerca rientrano la possibilità di rifiutarsi di aprire casseforti, cassetti, borse e qualsivoglia contenitore, nonché il diritto di invocare il segreto professionale, ad eccezione del caso in cui la richiesta provenga dal Procuratore della Repubblica (dell’art. 52, commi 3 e 6, del D.P.R 633/72).

Il PVC

Il Processo Verbale di Constatazione (PVC) riepiloga tutto ciò che è emerso in fase di ricerca, i documenti, le eventuali violazioni da parte del contribuente, le eventuali constatazioni che il contribuente sotto ispezione e il tributarista che lo assiste ritengono essere errate (sentenza della Cassazione a sezioni unite n. 19667/2014).

Il PVC dovrà poi essere sottoscritto da entrambi, ispettore e contribuente; quest’ultimo avrà diritto ad avere una copia dell’atto. Non oltre 60 giorni dalla firma del PVC, l’Agenzia delle Entrate emanerà l’avviso di accertamento che, a differenza del PVC, è impugnabile dagli interessati.

Conviene quindi presentare le proprie osservazioni subito dopo la firma del PVC o impugnare l’avviso di accertamento? Inoltre, esistono degli accorgimenti che si possono adottare in vista di un intervento fiscale della Guardia di Finanza?

Consigliamo di affidare i propri interrogativi in materia di verifiche fiscali a un tributarista di esperienza, il cui supporto è indispensabile per capire i meccanismi che caratterizzano le verifiche fiscali e vivere l’ispezione serenamente.

Link utili

Avvocato tributarista

Evasione fiscale (Wikipedia)


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