Torino 30mila in piazza per il “SI TAV”

Sabato 12 gennaio sono state migliaia (gli organizzatori parlano di 30mila) le persone che si sono ritrovate in piazza Castello a Torino per la manifestazione a favore della Tav, il tratto di linea dell’alta velocità ferroviaria che dovrebbe collegare la capitale del Piemonte e Lione. In piazza, tra gli altri, anche i governatori di Piemonte e Liguria Sergio Chiamparino e Giovanni Toti, il Pd (con il candidato alla segreteria Maurizio Martina), Forza Italia, un centinaio di sindaci e anche la Lega di Salvini.

Foto LaPresse – Marco Alpozzi

Assente, invece, l’altra anima del governo, il Movimento 5 Stelle, da sempre contrario alla realizzazione dell’infrastruttura.

“Per la seconda volta i cittadini sono in piazza. Questo è già un referendum”, hanno spiegato Patrizia Chiazza e Roberta Castellina, due delle cosiddette “madamin” organizzatrici del flash mob assieme all’ex sottosegretario Mino Giachino: “Ci fa piacere che molte forze politiche abbiano deciso di aderire, Lega inclusa; noi però abbiamo chiesto che non ci siano bandiere di partito, perché la Torino-Lione è un’opera di tutti”.

Gli occhi di tutti erano puntati proprio sulla Lega, che dalla posizione di forza del governo potrebbe imprimere la spinta decisiva per la realizzazione dell’opera. Ne è convinto in particolare Toti, secondo cui “oggi la Lega dà un segnale e Salvini ha messo le cose in chiaro. La politica di Salvini non è morbida con i grillini. Salvini sta facendo bene, ma questo governo è sbilanciato sui 5 Stelle”. ha sottolineato il governatore della Liguria durante il programma “L’intervista” su Sky Tg24.

La presa di posizione (peraltro già ampiamente nota) dell’alleato leghista, tuttavia, non ha sorpreso Di Maio, che ha spiegato di “non scandalizzarsi per il fatto che si vada in piazza a dire che si era per il Sì alla Tav: è semplicemente il fatto che queste sono due forze politiche che hanno convinzioni diverse; per questo, come Movimento 5 Stelle, quando abbiamo iniziato il percorso di governo abbiamo chiesto di firmare un contratto di governo, perché io sapevo che ci saremmo ritrovati in queste situazioni”.

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