Sri Lanka, viaggio in un paese in continua evoluzione

La chiamano “la lacrima dell’India” per quella sua forma a goccia e la posizione poco distante dalle coste meridionali del subcontinente indiano, una terra che da qualche anno ha conosciuto il turismo di massa che in qualche modo comincia a deturparne la bellezza antica e selvaggia. Stiamo parlando  dello Sri Lanka, l’isola bagnata dal golfo del Bengala che sta spopolando come meta turistica del sud-asiatico.

I dati parlano chiaro: nel 2009 lo Sri Lanka ospitò ben 450 mila visitatori, nel 2016 ne sono arrivati 2 milioni, numeri che sono ancora bassi rispetto alle potenzialità del luogo. L’isola ha chilometri di ampie coste bagnate da acque cristalline, cornice di una florida vegetazione cresciuta grazie al clima tropicale, una folta foresta ricca di biodiversità popolata dal alcuni dei mammiferi più affascinanti del pianeta. La popolazione è ospitale e il governo sta puntando molto sull’accoglienza, lo Sri Lanka pare avere proprio tutte le carte in tavola per collocarsi tra le mete al top del turismo asiatico.

L’obiettivo dichiarato è proprio quello, il turismo è il vero e proprio trampolino di rilancio del sistema paese, considerato che la storia recente dello Sri Lanka parla di conflitti e calamità naturali. Nel 1983 è cominciata una guerra civile tra una frangia secessionista del nord est, le Tigri Tamil, e il governo centrale. Raramente nella storia si è visto un gruppo di civili ribelli avente a disposizione una strumentazione militare comprendere una piccola flotta aerea e armi di tutto rispetto, anche in virtù di questo la resistenza dei Tamil si è protratta per lungo tempo rinfocolando un conflitto sanguinario.

Nel 2004 è poi arrivato il tragico maremoto scatenatosi nel golfo del Bengala, l’onda anomala portò distruzione e morte sulla costa orientale dello Sri Lanka, circa 40 mila furono le vittime, ma il conteggio non è mai stato accertato del tutto. L’evento portò a una fase di stasi della guerra intestina che purtroppo riprese quando cominciarono gli espropri delle terre colpite dallo tsunami per un processo di privatizzazione alimentato dalle pretese di influenti imprenditori isolani che cominciarono a costruire moderne infrastrutture a uso turistico. La guerra civile è terminata solo nel 2009 con la resa delle Tigri Tamil, da lì in poi il presidente Mahinda Rajapaksa ha fatto partire la rinascita del paese basandosi proprio sul sistema di ricezione degli ospiti stranieri.

Ad oggi non solo i turisti continuano ad aumentare di anno in anno, ma lo Sri Lanka ha diversificato la sua offerta che oggi riesce ad accontentare ogni genere di avventore, dall’esploratore alla tipica  famiglia in cerca di relax. Tutta l’isola pullulala di una lussureggiante vegetazione che ospita elefanti, giaguari e altre specie che nel mondo vanno piano piano scomparendo, ma qui trovano cura e rispetto. I parchi sono davvero numerosi, come quello di Minneriya posto al centro del paese vicino alla storica città di Polonnaruwa, uno dei primi insediamenti umani dell’isola, costruita dai monaci buddhisti nel terzo secolo a.c. La città fa parte del cosidetto triangolo culturale, la vera attrazione imperdibile dell’isola a detta di molti. Qui ci sono gli antichi templi di Dambulla, la vecchia capitale Anuradhapura e altre piccole città deliziose come Mihintale e Sigiriya.

Il turista esploratore può effettuare i suoi spostamenti in diversi modi, anche se va premesso che il sistema trasporti non rappresenta davvero un punto di vanto per la popolazione srilankese. Per i lunghi spostamenti ci sono i Bus express, una via mediana tra i più veloci e cari taxi o i più lenti ed economici bus pubblici. Gli spostamenti all’interno della città invece sono effettuati sempre con i bus pubblici o i caratteristici tuk tuk, tre ruote con alla guida spericolati autisti con i quali mercanteggiare sul prezzo.

L’entroterra è anche famoso per le innumerevoli coltivazioni di tè, la vera e propria industria dello Sri Lanka. Fino al ‘72 il paese utilizzava il vecchio nome “Ceylon”, da cui oggi il nome tè Celyon, una varietà esportata e famosa in tutto il mondo. Oggi esiste un vero e proprio turismo del tè srilankese che consiste nel dimorare in lussuosi alberghi edificati di fianco alle piantagioni e dove si organizzano percorsi per meglio conoscere questa tradizione.

Dopo il 2005 e la coda lunga degli effetti del maremoto anche le coste sono tornate alla normalità le più famose sono quelle della costa occidentale, che però sono anche quelle prese d’assolto dai turisti, luoghi che hanno perso la magia del primordiale. Atmosfere davvero particolari possono invece essere vissute sulla sponda ovest, dove piccole baie e lunghissimi spiagge incorniciano i parchi naturali del paese. Le acque dello Sri Lanka sono davvero incantevoli e rappresentano la pausa perfetta dalle lunghe escursioni nell’entroterra dei templi buddhisti.

Ad oggi il turismo del paese è in continua crescita grazie anche all’incessante lavoro dei tour operator sempre più prodighi di offerte. Anche l’idea di scegliere un viaggio organizzato non è male: alcuni offrono un’affascinante combo “viaggio in Sri Lanka più resort alle Maldive” oppure delle formule di viaggio anche insolite che permettono di immergersi nel cuore del paese, con prezzi che non sono affatto fuori dalla portata dei comuni mortali. Insomma, sempre più accessibile, sempre più da esplorare, quest’isola va visitata almeno una volta nella vita, possibilmente prima che il turismo di massa ne prosegua a cambiare i connotati originali.

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I nostri interlocutori sono i giovani, la nostra mission è valorizzarne la motivazione e la competenza per creare e dare vita ad un nuovo modo di “pensare” il giornalismo.

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