Somma Vesuviana – Intervista al docente universitario Luigi Cerciello Renna dopo firma del Protocollo tra il Comune e l’Osservatorio dell’Appennino Meridionale

A cura della giornalista Maria Beneduce.

Luigi Cerciello Renna: Giurista, editorialista scientifico, considerato uno dei massimi esperti italiani di sicurezza agricola, ambientale ed energetica, insegna diritto amministrativo presso l’Università degli Studi Roma ed è il direttore scientifico del corso di Legalità Agroambientale istituito presso l’Osservatorio dell’Appennino Meridionale, nel campus di Fisciano. Si tratta di Luigi Cerciello Renna, che lo scorso 29 dicembre è stato tra i relatori della conferenza tenutasi presso l’aula consiliare di Somma Vesuviana in occasione della sottoscrizione di un protocollo di intesa tra l’amministrazione locale e l’Osservatorio diretto dal prof. Salvatore Sica, anch’egli relatore unitamente al Sindaco Salvatore Di Sarno.

A distanza di poco meno di un mese dall’evento, abbiamo rivolto al giurista alcune domande per meglio inquadrare gli obiettivi dell’attività che si intende portare avanti e per riceverne alcune considerazioni sulla dimensione territoriale che sarà oggetto di studio.

 – La firma del protocollo avvenuta recentemente fa presupporre che tra l’Ente e l’Osservatorio Appennino Meridionale ci sia già un’intesa sui progetti da avviare. Se è così, quale sarà la prima attività che partirà?

Abbiamo formalizzato un’intesa di massima per incrociare le nostre specificità con quelle dell’amministrazione comunale ai fini della tutela e valorizzazione della dimensione agro-ambientale di Somma Vesuviana e, a mio avviso, ricorrono i presupposti a che si sviluppi un asse davvero strategico. Con il Sindaco abbiamo pubblicamente convenuto di prendere le mosse da una mia idea originaria, vale a dire puntare in primo luogo alla mappatura della percezione sociale, a livello locale, del rischio ambientale. Si tratta di un’azione pilota per il Vesuviano, che sto personalmente strutturando e che contribuirà a dare maggiore efficacia alle politiche di governo del territorio.

 

– Secondo la sua opinione, quali sono gli aspetti dell’area vesuviana più critici e meno dibattuti dal punto di vista agro-ambientale?

Si tratta di un’area che, nel sentire comune e nella visione dei decisori pubblici, è stata associata quasi esclusivamente al rischio vulcanico e sismico, mentre il danno ambientale viene affrontato quasi sempre in termini di gestione dell’emergenza e con una preoccupante carenza di programmazione da parte delle istituzioni. Rilevo poi che molti di coloro che negli enti locali hanno ricoperto o ricoprono incarichi istituzionali in ambito agro-ambientale, non disponevano o dispongono delle competenze più alte che un territorio così complesso richiede. Aggiungo poi che a più di una eccellenza agroalimentare che tipizza il Vesuviano non è purtroppo collegato un proporzionato sistema economico-produttivo.

 

– Noti sono i fenomeni malavitosi che segnano da tempo questa stessa area. Secondo Lei, che è anche uno studioso di eco ed agromafie, saranno fonti di preoccupazione?

Desta particolare preoccupazione la malavita patinata, quella dei colletti bianchi. La comunità scientifica è pur sempre composta da cittadini, con lo stesso senso del reale che alberga in tutti. E la riluttanza verso consorzi e pratiche criminali è una prerogativa di chi si adopera per il bene comune.

 

– Quale indirizzo darete alle attività e che finalità avranno per il territorio?

È bene precisare che dal protocollo avranno origine attività che per definizione sono di lungo termine. Proposte e iniziative seguiranno soprattutto due direttrici: mitigazione del rischio idrogeologico e valorizzazione di tipicità agroalimentari ancora inespresse sul mercato nazionale.

 

– In che maniera il Comune di Somma Vesuviana può perseguire al meglio gli obiettivi del protocollo siglato lo scorso 29 dicembre?

Assicurando un impegno costante, coerente e coeso. Siamo fiduciosi che trovino continuità le parole accorate e importanti pronunciate pubblicamente dal Sindaco.

 

– Quanto inciderà la reperibilità dei fondi e come l’Osservatorio potrà essere utile?

Un mio pensiero di sempre è che il partorire idee buone per la collettività è tipico degli operatori capaci e non di quelli che dispongono di più risorse. Non c’è lagna che tenga, immobilismo e mancanza di pianificazione non sono giustificabili, neanche in assenza di fondi. Ancora peggio è non saperli gestire. Comunque l’Osservatorio, come in altri casi, condividerà tutto il proprio know-how tecnico-scientifico anche per favorire l’accesso del Comune a forme pubbliche di finanziamento che saranno individuate come necessarie per gli obiettivi prefissati.

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Maria Beneduce

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