Scuola e disagi, Sgambato (Pd) replica a Stella (Corsera): “Ingeneroso non riconoscere il lavoro svolto in questi anni dai governi del Pd”

Roma, 30 gen. – “Giannantonio Stella sul Corriere della Sera di oggi descrive il drammatico impatto che hanno gli abbandoni scolastici sui conti dello Stato e parla chiaramente del costo sociale pagato da molti ragazzi che, senza un’adeguata istruzione, sono privati di reali opportunità per il futuro. 

Stella descrive una politica immobile, disattenta e poco interessata alle sorti delle giovani generazioni. 

Ecco, pur condividendo la necessità di rafforzare il quadro degli interventi contro la dispersione scolastica, trovo ingeneroso che non si riconosca il lavoro che abbiamo provato a fare in questi anni. 

Si alimenta il fuoco della disaffezione alla politica, mettendo nello stesso calderone chi si impegna da anni su questi temi con chi non ha mai mostrato interesse per la scuola (in termini di idee e di investimenti). 

Bisogna cominciare a distinguere,  altrimenti chi si lamenta della china che sta prendendo il Paese potrebbe diventare responsabile del disamore o dell’indifferenza con cui i cittadini guardano alla cosa pubblica. 

Dunque, non vi è dubbio che il tasso di dispersione sia ancora troppo alto e che, spesso, sia legato alla povertà educativa. Questo significa che molti ragazzi che vivono in realtà disagiate saranno costretti tutta la vita a rimanere prigionieri delle loro condizioni di partenza, rendendo vuoto il principio contenuto nell’articolo 3 della costituzione. 

La lotta contro la povertà educativa è uno dei temi sui cui ho fondato il mio impegno politico e che mi sta particolarmente a cuore: qualche giorno fa ho organizzato un convegno proprio sul diritto all’istruzione come elemento fondamentale per garantire l’uguaglianza sostanziale tra tutti i cittadini.

Cosa abbiamo fatto e cosa possiamo ancora fare? La riduzione dei tassi di abbandono è un primo indicatore utile. Gli investimenti sul potenziamento, sui servizi per l’infanzia, sulla didattica innovativa, sul rafforzamento del legame tra scuola e lavoro, sull’apertura pomeridiana delle scuole, sulle periferie, sul reddito di inclusione collegato all’effettiva frequenza scolastica e sull’edilizia sono strumenti che abbiamo provato a mettere in campo.

Ma non basta. Una delle priorità nazionali, condivisa da tutte le forze in campo, deve essere la lotta contro la povertà educativa perché è da piccoli che, spesso, si dividono le strade: disuguaglianza o opportunità.  Agire sulla dispersione scolastica, sull’insuccesso formativo e sulla povertà educativa è un’azione che richiede un intervento strutturato da parte di tutti gli attori in campo: amministrazione centrale, enti territoriali, realtà associative e famiglie.  

È molto importante agire in verticale, non solo nel periodo scolastico e non solo all’interno della scuola ma bisogna investire anche sull’acquisizione di competenze lungo tutto l’arco della vita  e aiutare i ragazzi, soprattutto chi è in condizione di svantaggio, ad affrontare al meglio la transizione dalla scuola agli studi successivi o nel mondo del lavoro. 

Cosa possiamo fare di più e come proseguire la strada che abbiamo intrapreso e indicato chiaramente nel documento conclusivo della Cabina di regia ministeriale istituita da Valeria Fedeli e guidata da Marco Rossi Doria e quello della Commissione cultura sulla dispersione scolastica: dobbiamo perseguire l’estensione ed il potenziamento dei servizi per la prima infanzia, il rafforzamento delle reti territoriali per la valorizzazione delle buone pratiche, l’attivazione di interventi per fare in modo che città e quartieri entrino sempre più in relazione con le comunità educanti, insistere sul’ edilizia scolastica di qualità, e soprattutto, secondo me, investire ancora e di più sull’estensione del tempo pieno. 

A livello scolastico vanno adottate modalità specifiche di composizione delle classi, rafforzata e favorita la didattica laboratoriale con una gestione più flessibile e aperta delle classi stesse, va ricostruito il patto fra scuola e famiglie, vanno promosse tutte quelle attività che vadano oltre l’orario scolastico, il sostegno all’innovazione digitale e ai laboratori, la formazione dei docenti. 

Credo che sia necessario riconoscere il lavoro svolto e da lì ripartire per mettere tutti i ragazzi del nostro Paese nelle condizioni di reale e concreta uguaglianza”.

Lo scrive Camilla Sgambato, membro della direzione nazionale Pd e componente della VII Commissione Cultura, Scienza e Istruzione della Camera dei Deputati. 

image_pdfimage_print

I nostri interlocutori sono i giovani, la nostra mission è valorizzarne la motivazione e la competenza per creare e dare vita ad un nuovo modo di “pensare” il giornalismo.

redazione@ilmonito.it

Redazione

Redazione

I nostri interlocutori sono i giovani, la nostra mission è valorizzarne la motivazione e la competenza per creare e dare vita ad un nuovo modo di “pensare” il giornalismo. redazione@ilmonito.it

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: