Sanremo, la quarta serata è rock con il mattatore Luciano Ligabue

Sanremo 9 feb. – Festa della musica nella quarta serata, la più gradita dal pubblico di Rai1. La gara si infittisce con l’introduzione del premio ‘Miglior duetto’, assegnato dalla giuria d’onore che va ad aggiungersi per il 20% alla valutazione complessiva dei cantanti in gara.

Claudio con il suo giullare e l’augusto, per dirla alla sua maniera,  anima la kermesse.

Si urla contro il cielo con il vero re della serata, Luciano Ligabue. L’imperatore del rock italiano scatena le luci dell’Ariston e trasforma il palcoscenico in un concerto fatto di suoni trepidanti ed allegri. Tutto si riempie di vita e ritmo…che grande spettacolo! Il momento ‘cult’ del duo Liga-Baglioni è dato dalla canzone quasi profetica dedicata a Guccini, ‘Dio é morto’. La regia strepitosa di Duccio Forzano si scatena su questa esibizione ed é estasi al Festival.

Il numero circense del direttore artistico con la Raffaele non lascia grande traccia di sé, ma si apprezza il tentativo di “rianimazione” del varietà.

La serata fila liscia come l’olio grazie ai duetti. Apprezzabile il rap pulito di Ghemon e Diodato; l’ensamble di Arisa con Tony Hadley. Rosalba Pippa rispolvera una vecchia prassi sanremese, quella della Reunion di un cantante italiano con uno internazionale. Il risultato è favoloso. La recitazione di Neri Marcoré culla la canzone di Nek che acquisisce ancor più respiro e valore. La declamazione fa da alloro alla parola cantata. Stesso concept sposato da Paola Turci che sceglie Beppe Fiorello come compagno di viaggio ideale. 

La standing ovation della quarta serata spetta alla coppia Berté-Grandi. Due voci graffianti insieme creano un vortice musicale emozionale.

Dolce rivisitazione di Anastasio, vincitore di X Factor, della musica sui rimpianti e le cose non dette, spalleggiante il monologo di Bisio. Il rap si mette al servizio di Sanremo per innovare e abbraccia ancora una volta i giovani. “Per essere quello che vuoi devi scordarti di quello che sei”, il leitmotiv dell’esibizione sulla paternità.

Alla fine dei giochi canori vince il duetto Motta con Nada. Le canzoni ottengono valore dalle nuove esibizioni, in attesa del rush finale dell’ultimo  appuntamento di stasera che decreterà i vincitori del Festival.

 

 

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Pina Stendardo

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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