Salerno Letteratura

Dal 16 al 24 giugno, con un’anteprima di Pino Quartana il 15 giugno, ritorna la più grande manifestazione culturale del Sud Italia: una nove giorni a cui parteciperanno narratori italiani e stranieri, giornalisti, filosofi, intellettuali e artisti

Dal 16 al 24 giugno, con un’anteprima di Pino Quartana il 15 giugno, ritorna Salerno Letteratura, il più grande festival letterario dell’Italia del Sud: una nove giorni a cui parteciperanno narratori italiani e stranieri, giornalisti, filosofi, intellettuali e artisti. La festa del libro di Salerno, che come di consueto si snoderà tra vicoli, piazze e slarghi del centro storico, quest’anno ha ottenuto il riconoscimento #EuropeForCulture nell’ambito dell’anno europeo del patrimonio culturale, che va ad aggiungersi all’EFFE label, la certificazione europea assegnata alle manifestazioni culturali ed artistiche più interessanti del continente.

Dopo aver costruito la sua partnership a livello europeo, associandosi a festival che si tengono in Portogallo, Irlanda, Spagna e Francia, e dopo aver rinsaldato quella con il Salone Internazionale del Libro di Torino e aver avviato quella con il nuovo salone Napoli Città Libro, Salerno Letteratura quest’anno arricchisce il suo ampio mosaico di collaborazioni culturali, grazie a un prezioso tassello: la partecipazione alla Rete dei Festival del Sud. Il progetto nasce dall’alleanza fra 25 manifestazioni promosse in questi anni in sei regioni: Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Puglia e Sicilia, con l’obiettivo di fare squadra e di valorizzare i territori attraverso la cultura. In quest’ottica si inserisce anche una delle numerose novità di questa edizione 2018: per la prima volta, infatti, il festival individua al suo interno un ampio percorso monografico dedicato alla Basilicata, in previsione di quel 2019 in cui Matera sarà la capitale europea della cultura. Spazio dunque a letteratura, musica, danza, cinema, teatro e cibosofia di impronta lucana, grazie alle collaborazioni con il Women’s Fiction fest di Matera e la Notte bianca del libro di Potenza.

Il Programma
Si parte venerdì 15 giugno alle 21, quando l’ex chiesa dell’Addolorata ospiterà Dante Vs Canticum o Laudes Creaturarum, il suggestivo lavoro firmato dall’attore e regista Pino Quartana, giocato tra immagine, voce e poesia. Anche l’inaugurazione (sabato 16 giugno alle 11, ex chiesa dell’Addolorata) sarà nel segno della Basilicata, grazie alla proiezione del video Portrait of a Land di Silvio Giordano e del documentario Terre d’autore – La Lucania di Gaetano Cappelli, per la regia di Francesco Zippel.

Anche quest’anno Salerno Letteratura avrà il privilegio di ospitare nella giornata di apertura la prima uscita pubblica nazionale della cinquina dei finalisti del Premio Strega. E per restare in tema di premi, ritorna il Premio Salerno Libro d’Europa. Quest’anno i tre vincitori sono Max Lobe, Olivia Sudjic e Katerina Tucková.

Per la prima volta la prolusione inaugurale sarà affidata a una donna: l’antichista Giulia Sissa, docente all’Università di California di Los Angeles. E per gli amanti della notte, L’alba della poesia, il reading per aspettare il primo raggio di luce dalla terrazza della Fondazione Ebris. Spazio anche al teatro, con due testi commissionati dal festival a Katherine Wilson e Vladimiro Bottone, che verranno messi in scena da due compagnie salernitane: l’Eclissi e il Giullare. Ma non finisce qui. La direttrice organizzativa Ines Mainieri e il direttore artistico Francesco Durante hanno voluto rendere ancora più variegato e accattivante il cartellone di questa sesta edizione. L’atrio del Duomo ospiterà l’incontro-esibizione con Miguel Angel Zotto e Daiana Guspero, autori di Te siento, il linguaggio segreto del tango e l’arte della coppia. Un autentico mostro sacro del tango sarà testimone dell’arte del ballo più sensuale, quel pensiero triste che si danza, secondo la celebre definizione di Enrique Santos Discepolo. festival

Nuove Formule
Anche il format del festival cambia pelle, sperimentando nuove formule di dialogo con il pubblico.  Quest’anno, per la prima volta, alcuni autori si racconteranno alla platea senza nessuna intermediazione, dialogando a tu per tu con lettori e semplici curiosi, per rendere più vera ed incisiva la propria testimonianza. Tra i protagonisti di “Vi racconto”, ci saranno Gino Castaldo, Peppe Millanta, Eva Cantarella, Silvana Nitti, Glauco Maria Cantarella. E per gli amanti della notte, arriva “Il bicchiere della staffa”, una conversazione by night al Surf Lounge, nel sottopiazza della Concordia, che, al tavolino, tra gli altri, vedrà Angelo Petrella, Antonella Prenner e l’inviata delle Iene Sabrina Nobile.

Più internazionale
La sesta edizione di Salerno Letteratura è certamente la più internazionale: in città arriveranno infatti autori provenienti da quattordici Paesi di tutto il mondo. Tra gli stranieri che saranno protagonisti dell’edizione 2018: André Aciman, autore di Chiamami col tuo nome, il romanzo che ha ispirato il film di Luca Guadagnino vincitore di un Oscar; l’attore e sceneggiatore della celebre serie tv “I Soprano” Michael Imperioli; un nutrito drappello di scrittori tedeschi e austriaci, grazie alla collaborazione con il Goethe Institut, fra i quali spiccano Harald Gilbers, l’autore di I figli di Odino, e Wolfram Fleischhauer; il romanziere camerunense Patrice Nganang, reduce dalle prigioni di Yaoundé; la sudafricana Yewande Omotoso, testimone letteraria dei difficili rapporti fra bianchi e neri a Città del Capo; i francesi Olivier Guez, autore di uno straordinario reportage sul dottor Mengele, e Ian Manook, inventore della saga del commissario mongolo Yeruldelgger; gli argentini Liliana Bellone e Fernando Reati; l’inglese Tim Parks col suo nuovo romanzo In extremis; l’albanese Anilda Ibrahimi e il poeta irlandese Paul Casey. Tra gli autori italiani: i registi-narratori Pupi Avati e Cristina Comencini, i bestseller Alessandro Robecchi, Diego De Silva, Antonio Moresco, Aurelio Picca, Romana Petri, Nando Dalla Chiesa, Enrico Deaglio, Marco Santagata, Roberto Finzi, Paolo Di Paolo, l’attore Fortunato Cerlino (il don Pietro Savastano di “Gomorra-La serie”) debuttante nella narrativa e i giornalisti-scrittori Marco Damilano, Massimo Nava, Brunella Schisa, Annalena Benini. Damilano sarà chiamato a dialogare (giovedì 21 giugno, ore 20.30, atrio del Duomo), con il presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca sull’inizio della fine della Prima Repubblica.

Uno spazio dedicato a ragazzi e bambini
Come di consueto, il festival letterario di Salerno avrà un importante spaccato dedicato ai bambini e ai ragazzi. Il fumetto, la musica, la comunicazione al tempo dei social, la scienza: sono solo alcune delle tematiche pensate per un pubblico giovane, che troveranno spazio in incontri dedicati e nella Summer School. Tra gli incontri pomeridiani da segnalare le narrazioni digitali con il popolare youtuber Matteo Fumagalli, il laboratorio di disegno con Andrea Scoppetta, il corso di composizione con il rapper Amir, il focus sui videogames con Mattia Traverso e quello sulla poesia contemporanea, che testimonia una delle molteplici collaborazioni che Salerno Letteratura ha avviato, già da tempo, con l’Università degli studi di Salerno. Sono inoltre previsti laboratori mattutini per ragazzi e bambini a Palazzo Fruscione dal lunedì al venerdì. festival

I luoghi
Nulla è affidato al caso, neppure il logo – quest’anno è ispirato a un occhio di pesce – che farà capolino in alcuni dei luoghi del festival, per ricordare il forte legame che c’è tra la città e il mare. Il festival sarà, come ogni anno, itinerante, per valorizzare alcuni dei siti più suggestivi del centro storico. Tra questi, Palazzo Fruscione, inserito nella cornice di San Pietro a Corte, l’unica testimonianza archeologica di architettura palaziale di epoca longobarda; il Tempio di Pomona, risalente al periodo romano, quando la città ricevette il titolo di Collegio degli Augustali; la chiesa dell’Addolorata, affacciata su largo Abate Conforti; largo Barbuti, caratterizzato dall’incrociarsi di vicoli e piccoli slarghi; l’arco catalano, risalente al XV secolo; il Duomo, fondato da Roberto il Guiscardo e consacrato da Gregorio VII.

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