Salerno, in prefettura l’esame di 88 beni confiscati

52 di loro, per un valore di quasi 6 milioni di euro, hanno ricevuto manifestazioni d’interesse da parte dei sindaci e saranno subito utilizzabili per le finalità previste dalla legge

I vertici dell’agenzia nazionale per i beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (ANBSC) e i rappresentanti di demanio, regione Campania, provincia di Salerno e comuni si sono riuniti lo scorso 4 luglio alla prefettura di Salerno per la conferenza dei servizi finalizzata all’esame dei beni sottratti alla criminalità con l’obiettivo di verificare le potenzialità del loro riutilizzo sociale e istituzionale, in base agli interessi manifestati all’assegnazione.

I lavori coordinati dal direttore dell’agenzia, Ennio Mario Sodano, si sono svolti alla presenza del prefetto, Salvatore Malfi.Durante la conferenza, i partecipanti, per lo più sindaci, hanno analizzato 88 beni fra appartamenti, box e terreni per un valore complessivo di oltre 6 milioni di euro. I beni sono stati tutti confiscati in via definitiva dalle autorità giudiziarie competenti.

Di particolare interesse economico: 19 appartamenti e box situati ad Angri, confiscati al pluripregiudicato Gaetano Fontanella; 12 appartamenti a Cava dei Tirreni; 11 beni a Sarno; 7 appartamenti a Giffoni Valle Piana.
Al termine, le manifestazioni d’interesse sono state 52 su 88 (59%) pari a 5 milioni e 900 mila euro, valore pressoché corrispondente a quello complessivo dei beni presi in esame (6 milioni e 300mila euro). La maggior parte degli immobili sono liberi e quindi subito utilizzabili per le finalità previste dalla legge.

«Anche qui a Salerno abbiamo fatto un  buon lavoro per la collettività» ha dichiarato il direttore dell’ANBSC Sodano.  «Sono lieto di trovare ovunque vada, ha sottolineato, il terreno fertile per contrastare le mafie. Con la riunione di oggi sono emerse le volontà di tanti  sindaci e  rappresentanti di enti locali a utilizzare beni e risorse appartenute alla criminalità per fare gli interessi di cittadini soprattutto di persone in condizioni di fragilità. Non mi stancherò mai di dire quanto sia importante che le istituzioni insieme facciano la propria parte per rilanciare la legalità».

Il prefetto Malfi ha manifestato grande soddisfazione per gli esiti dell’incontro. «L’assegnazione agli Enti Locali dei beni confiscati alla criminalità che rappresenta il completamento del circuito virtuoso avviato in questi mesi con l’Agenzia costituisce – ha detto –  un messaggio di legalità delle Istituzioni nei confronti dei cittadini e del territorio».
Il prefetto ha proposto l’istituzione di una “cabina di regia” in prefettura, con la partecipazione dei rappresentanti della regione, che durante la conferenza si sono dichiarati disponibili a sostenere i progetti per la destinazione dei beni alle finalità individuate dai  sindaci.

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