Reddito di cittadinanza e decreto dignità slittano alla settimana prossima

Il decreto dignità, annunciato come primo provvedimento da parte del ministro del Lavoro e dello Sviluppo economico Luigi Di Maio il 14 giugno scorso, è slittato. Previsto nel settimo Consiglio dei ministri di ieri, non è “passato”: il ministro dello Sviluppo, al termine della riunione, ha comunicato l’approvazione solo della norma più urgente per il rinvio della fatturazione elettronica per i benzinai. Il decreto dignità avrebbe dovuto contenere norme che vietano gli spot sul gioco d’azzardo, i disincentivi alla aziende che ricevono aiuti di Stato e poi delocalizzano e le norme contro la precarietà dei rider. Il testo è pronto, ma l’ostacolo resta quello delle coperture finanziarie, in particolare per il pacchetto fiscale: lo stop è stato deciso dal ministro dell’Economia Giovanni Tria con l’approvazione del sottosegretario alla presidenza del Consiglio Giancarlo Giorgetti (della Lega). Per Di Maio è una questione di pochi giorni, e si dovrebbe chiudere “la settimana prossima, al massimo lunedì o martedì”.
Il nodo delle risorse riguarda anche il reddito di cittadinanza, cavallo di battaglia del Movimento 5 stelle in campagna elettorale. Anche qui lo stop, secondo indiscrezioni, sarebbe arrivato dal ministro all’Economia Tria, con la scelta di frenare sui tempi che sarebbe stata condivisa anche da Giancarlo Giorgetti. “Le coperture per il reddito ci cittadinanza ci sono e saranno inserite nella prossima legge di Bilancio”, ha detto oggi Di Maio in un’intervista ad Avvenire, ostentando fiducia. Secondo Repubblica, inoltre, il governo avrebbe già avviato la trattativa con Bruxelles per chiedere una flessibilità fino allo 0,5% del Pil e penserebbe a una legge di Stabilità che si fermi a 18 miliardi.“

 

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Redazione

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