Raggiunto l’accordo europeo sullo sbarco di migranti dalle navi ong Sea Watch e Sea Eye

 

Malta trasferirà sulle proprie navi i migranti che saranno redistribuiti tra otto paesi Ue, tra cui l’Italia. Lo ha annunciato il premier maltese Joseph Muscat, il via libera all’accordo europeo sui migranti delle navi delle ong Sea Watch e Sea Eye. «L’operazione per trasferire i migranti sulle navi delle nostre forze armate – ha detto Muscat – inizierà il prima possibile».

Sea Watch

Gli 8 paesi che contribuiranno al ricollocamento dei migranti a bordo della Sea Watch sono, secondo quanto riferito da Muscat, «Germania, Francia, Portogallo, Irlanda, Romania, Lussemburgo, Olanda e Italia». «In segno di buona volontà da parte di coloro che hanno riconosciuto le missioni di salvataggio effettuate da Malta nei giorni scorsi – ha aggiunto Muscat -, altri 131 migranti già a Malta saranno trasferiti in altri Stati membri».
«Accogliamo con favore questa dimostrazione di solidarietà – ha concluso il premier maltese – a riconoscimento del fatto che Malta ha fatto molto di più di ciò che gli spettava». «Alle barche delle ong Seawatch 3 e Albrecht Penck – ha aggiunto Muscat – sarà chiesto di lasciare le nostre acque territoriali immediatamente dopo il trasferimento dei migranti».
L’Italia ne ospiterà 15. La Germania, invece, ne accoglierà 60. Il governo tedesco ribadisce che si tratta di un impegno assunto in via eccezionale e che «bisogna trovare un meccanismo duraturo» a livello europeo sui salvataggi in mare.
«L’Unione europea rilascia i suoi 49 ostaggi». Così Sea Watch commenta su Twitter la notizia del via libera di Malta allo sbarco dei migranti. «Dopo 19 giorni in mare – si legge nella nota – i nostri ospiti hanno trovato finalmente un porto sicuro. È una testimonianza di fallimento dello Stato, la politica non dovrebbe mai essere fatta a spese dei bisognosi. Grazie a tutti quelli che erano con noi in questi giorni».

Intanto un jihadista pentito fa sgominare tratta di migranti dalla Tunisia.
L’organizzazione criminale, che operava in Italia e Tunisia. Ai fermati sono stati contestati i reati di associazione a delinquere finalizzata al favoreggiamento dell’immigrazione clandestina, istigazione al terrorismo e contrabbando. Uno dei tunisini fermati dai carabinieri del ROS faceva apologia dello Stato islamico, istigava al terrorismo e invocava la morte in nome di Allah. Ha aiutato diversi terroristi ad entrare in Italia.

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