Premiati a Roma i Carabinieri che hanno salvato i 51 bambini. Ousseynou Sy : «L’assalto? Lo rifarei cento volte». 

Se non fosse stato per loro (e per Ramy, lo studente che li ha chiamati), molto probabilmente il senegalese con cittadinanza italiana Ousseynou Sy avrebbe portato a termine il suo assurdo progetto di morte.

Ecco perché il governo si è giustamente affrettato a premiare stamattina – venerdì 22 marzo – i Carabinieri che hanno salvato i 51 studenti che si trovavano sul bus preso in ostaggio dall’autista 47enne.

La cerimonia si è svolta a Roma, presso il comando generale dell’Arma dei Carabinieri, alla presenza del vicepremier Luigi Di Maio, del Ministro della Difesa, Elisabetta Trenta, e del comandante generale Giovanni Nistri.

Di Maio ha affermato che i militari “sono un modello per tutti, e forse anche per alcuni di quei 51 bambini che hanno salvato dal bus in fiamme, così come è accaduto per Ramy che ha già espresso il desiderio di voler diventare un carabiniere, sottolineando che hanno fatto qualcosa di straordinario (“Questa è l’Italia che vogliamo vedere“), mentre il comandante Nistri ha detto che “non sono eroi ma sono percepiti come ali“.

I Carabinieri che hanno salvato gli alunni cremaschi fanno parte del comando provinciale di Milano e del Nucleo radiomobile di San Donato Milanese.

Con coraggio e determinazione hanno evitato all’Italia, e al mondo intero, una vera e propria strage a causa della follia di un uomo.

Ousseynou Sy autista del bus, interrogato dai magistrati risponde : «L’assalto? Lo rifarei cento volte».

Parole che pesano e che di fatto sottolineano quanto fosse determinato l’uomo nel suo piano di morte. Come riporta ilCorriere le parole di Sy sono la conferma della matrice stragista del gesto dell’autista. 

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