«Niente ergastolo» per Battisti. In vigore un accordo del 2017

Cesare Battisti è stato arrestato ieri pomeriggio in Bolivia. Originario di Cisterna di Latina, evaso nel 1981, il terrorista è stato condannato in contumacia per la partecipazione a quattro omicidi. Scappato in Messico e in Francia, autore di romanzi noir, Battisti aveva raggiunto il Brasile nel 2004. 

Il no all’ergastolo per Battisti sarebbe previsto dall’accordo, della cosiddetta ‘condizione accettata’, concluso il 5 e 6 ottobre del 2017. Per cui a Battisti, una volta estradato, sarà applicata la pena massima di 30 anni». Questo perché in Brasile non c’è l’ergastolo, è vietato dalla Costituzione. Il no all’ergastolo sarebbe previsto dall’accordo, della cosiddetta ‘condizione accettata’, concluso il 5 e 6 ottobre del 2017. Per cui a Battisti, una volta estradato, sarà applicata la pena massima di 30 anni». Questo perché in Brasile non c’è l’ergastolo, è vietato dalla Costituzione.

 «L’Italia si è impegnata per garantire che non sarà applicato l’ergastolo all’ex terrorista», spiega l’ex direttore degli Affari di Giustizia del ministero, Raffaele Piccirillo, che seguì direttamente il caso quando ministro era Andrea Orlando, come riporta IlGazzettino.

«Per Battisti è già partito un aereo e una volta in Italia sarà portato nel carcere più vicino allo scalo di atterraggio. Presumibilmente Rebibbia», ha detto al Tg1 il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede. 

L’arrivo dell’aereo italiano è previsto per le 17 di oggi (ora italiana). Battisti sarà prima portato in Brasile dalla Bolivia con un aereo brasiliano e poi estradato in Italia. È quanto avrebbe deciso il presidente brasiliano Jair Bolsonaro.
«Si tratta di un atto di giustizia nei confronti degli odiosi crimini del terrorismo, doveroso verso chi fu ucciso o ferito e verso i loro famigliari», ora il lavoro continua affinché l’estradizione in Italia possa avvenire nei tempi più rapidi, ha detto il ministro degli Esteri Enzo Moavero. 

«Non è un prigioniero politico è un infame, è un vigliacco, è un delinquente che merita di finire i suoi giorni in galera in Italia il prima possibile». Parola del ministro dell’Interno, Salvini  che su Sky TG24 ha spiegato che «fa rabbia sapere che per decenni questo signore è stato difeso, è stato coccolato, protetto e s’è goduto la vita in spiaggia, a Parigi, scrivendo, ballando, mangiando, cosa che ha negato di poter fare alle persone che ha ucciso, però, guardiamo ad oggi e seguiamo minuto per minuto l’evolvere degli eventi anche perché questo personaggio ci ha abituato negli anni a cose di ogni genere, quindi, aspettiamo la fine della vicenda».

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