Napoli, allarme malaria: due casi

Napoli, 7 set. – Il pericolo malaria è giunto anche a Napoli: il virus è stato contratto da due fratellini di Santa Maria Capua Vetere, in provincia di Caserta. I due bambini, di 8 e 9 anni, sono sotto osservazione presso il Dipartimento di Malattie Infettive dell’Università di Napoli Federico II.

«Stanno ragionevolmente bene- afferma Alfredo Guarino, primario di malattie infettive- la malaria l’hanno contratta in un viaggio all’estero.»

I bambini infatti sono nigeriani e nel mese di agosto si erano recati in visita nel loro paese natale; per questo motivo non esisterebbe un parallelismo con il caso di Trento, dove, a causa della stessa malattia, ha perso la vita una bambina di quattro anni.

Il ricovero comunque risale a qualche giorno fa, ma la notizia è trapelata solo nelle ultime ore; è stato immediatamente contattato anche il dipartimento di Malattie Infettive della ragione, l’Istituto Superiore della Sanità e il Ministero della Salute.

«Con queste malattie bisogna ormai farci i conti- sostiene il dottor Guarino- Con il flusso costante di persone che vengono da aree a rischio non si può pensare che il problema non ci riguardi.»

Per il medico il problema non si limiterebbe ai casi di malaria, ma anche ad altre malattie.

«Ho visto più casi di tubercolosi negli ultimi due anni nel mio reparto di quanti ne abbia registrati nei trent’anni precedenti- afferma- bisogna cominciare ad ammettere che esiste un problema. In Francia tutti si vaccinano contro la tubercolosi, ma in Italia una soluzione del genere non la si prende neanche in considerazione. Seguire clinicamente i pazienti colpiti da queste malattie infettive è molto difficile, perché spesso si tratta di bambini che vivono in campi Rom, si tratta di migranti o comunque di famiglie che non hanno una dimora stabile. Quindi è difficile portare a termine una terapia e seguire i pazienti nel tempo.»

Oltre i due fratelli, la cui salute sembra migliorare, è stata ricoverata anche la loro madre, che è incinta, anche se pare che per il futuro nascituro non ci siano complicazioni.

«La donna – spiega il primario Carlo Tascini – ha completato la terapia, speriamo di poterla dimettere già nei prossimi giorni»

Il ritorno di malattie che si credevano dimenticate, ha allarmato diversi esperti, tra cui Maria Triassi, direttrice del dipartimento di Salute Pubblica della Federico II. Quest’ultima, parecchio tempo fa, aveva spiegato che la fuga da paesi in guerra e la povertà avrebbero fatto ritornare endemiche diverse malattie.

«Purtroppo non c’è molto che si possa fare- afferma l’esperta- Voli intercontinentali collegano il nostro Paese con altri, nei quali queste malattie sono endemiche. Per questo è bene che i nostri medici cambino il proprio punto di vista, tenendo in considerazione, in presenza di sintomi sospetti, anche malattie che in Italia non dovrebbero manifestarsi. Prima ci abitueremo a ragionare in questi termini, meglio sarà per tutti noi.»

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Chiara Esposito

Chiara Esposito

Laureata in Lettere Moderne, sogna di diventare una giornalista a tempo pieno.

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