Mother Moonlight: la poesia dell’infanzia nel nuovo album di Max Fuschetto!

Fanciullezza, Africa, dialogo tra culture, sperimentazione pop e colta in un disco unico nel suo genere. Italian World Beat debutta con l’originale opera del compositore, affidata al pianoforte di Enzo Oliva  
 
MAX FUSCHETTO
Mother Moonlight
16 brani, 38 minuti
Italian World Beat 2018 
Distr. ITA: Audioglobe
Distr. estera: Proper music (UK), Indigo (GER), Sambinha (JAP), 
Coast to coast (BENELUX), Karonte (SPA) e Bertus (FRA).
 
 
Mother Moonlight nasce dedicato espressamente al pianoforte e attinge al mondo dell’infanzia. La sua caratteristica è che questo mondo, come per Paul Klee, rappresenta l’ologramma del futuro. Le linee semplici fatte di pochi suoni danno la possibilità di sperimentare combinazioni sonore nuove, tempi e strutture formali flessibili e non preordinate, l’assenza e l’allusione; dire il meno possibile perché a volte la misura è forza“.
Già dalle prime battute si comprende che Mother Moonlight, il nuovo album del sannita Max Fuschetto, proietta l’ascoltatore in un panorama completamente diverso rispetto a Popular Games (2010) e al fortunato Sun Nà (2015). I ricordi, le visioni, le suggestioni e le reminiscenze della fanciullezza ispirano il compositore che sceglie il pianoforte – e l’esecuzione, la sensibilità, l’empatia di Enzo Oliva – per dare vita a un ciclo di sedici brani legati alla ‘poesia dell’infanzia’, per citare l’amato Klee.
 
Max Fuschetto – scrive Valerio D’Onofrio di OndaRock – «è riuscito a creare un perfetto punto di congiunzione tra classica moderna e musica popolare, tra musica etnica e avanguardia, tra Oriente e Occidente». Mother Moonlight rilancia questa attitudine alla ricerca a tre anni di distanza da Sun Nà, anche se con del materiale differente e con un diverso nucleo fondante: rispetto alla ricchezza e alle sfaccettature strumentali dei precedenti dischi, questo è dedicato al pianoforte anche se affiancato in alcuni momenti dalla chitarra elettrica (Pasquale Capobianco), del clarinetto (Franco Mauriello), della dilruba (Enrico Falbo) e degli archi(Silvano Fusco e Eleonora Amato). Presentato in anteprima assoluta lo scorso 21 dicembre al Teatro Savoia di Campobasso nel cartellone internazionale della XXXXIX Stagione dei concerti dell’Associazione Amici della Musica Walter De AngelisMother Moonlight è anche il primo disco di Italian World Beat, il nuovo network indipendente di promozione degli artisti italiani all’estero: sarà infatti distribuito in Italia (Audioglobe), UK (Proper music), Germania (Indigo), Giappone (Sambinha), Benelux (Coast to coast), Spagna (Karonte) e Francia (Bertus).
 
Mother Moonlight si pone in linea di continuità con quella letteratura pianistica e musicale che ha fatto del mondo dell’infanzia un luogo privilegiato di esplorazione degli spazi più profondi della psiche e del tempoChildren’s Corner di DebussyMa Mere L’oje di RavelMikrokosmos di BartokMusik Für Kinder Theatre di Arvo Part, fino ad arrivare a Sgt. Pepper’s Lonely Hearts Club Band dei Beatles, nato proprio dall’incessante recherche legata ai luoghi dell’infanzia liverpooliana. Come ricorda Fuschetto, “Mother Moonlight vive dei suggerimenti di queste pagine uniche e sorprendenti ma anche del genio musicale africano, mi riferisco all’Africa Subsahariana, che si dispiega con grande acume già nelle play song cantate dai bambini e che accompagnano giochi e momenti di vita”.
 
Fuschetto opta ancora una volta per una “terza via” che ponga in dialogo colto e popular, senza dimenticare il suo studio sulla musica dell’Africa subsahariana; i brani sono concepiti come moderne invenzioni a due voci in cui il movimento delle linee sperimenta indipendenza e flessibilità di tempo, sovrapposizioni e motivi. “Concepito espressamente al pianoforte, strumento per me di indicibile bellezza, Mother Moonlight è realizzato sui due soli pentagrammi, quello della mano sinistra e quello della mano destra. Due voci, un dialogo costante, intreccio e indipendenza di linee. La concezione che sta alla base non è armonica bensì polifonica. Non mi sono messo al pianoforte per trovare una melodia e un insieme di accordi, ho proceduto ad inventare contemporaneamente l’una e l’altra voce usando un materiale sonoro e motivico estremamente ridotto e lavorando molto sulle possibilità di scambio tra le voci e di permutazione continua degli stessi motivi fatti a volte di soli due suoni. Il materiale sonoro molto limitatodà sempre la possibilità di introdurre, ad un certo punto della trama, un suono nuovo e fare in modo che esso diventi un evento”.
 
Il percorso di Mother Moonlight si completa con il contributo pianistico di Enzo Oliva. Musicista attivo in Italia e all’estero, Enzo Oliva unisce all’amore e allo studio della grande tradizione classica una spiccata sensibilità per gli stimoli provenienti dagli altri generi musicali. “Avevo ascoltato Enzo a una commemorazione del nostro compianto amico Marzio Rosi e mi avevano stupito la bellezza e la facilità del tocco oltre che una cifra interpretativa molto personale e moderna. Poi lui imbattutosi in un mio brano, Iride a Paul Klee, si è incuriosito riguardo alla mia musica e mi ha contattato. Gli ho inviato tre brani per pianoforte di non facile esecuzione. Dopo tre giorni mi ha chiamato per dire che era pronto per farmeli ascoltare. Sono andato a casa sua, mi sono seduto e ho ascoltato. Ho detto: è lui. Ero in cerca di un pianista adatto a Mother Moonlight, al suo continuo interplay tra le voci, e ora ce lo avevo davanti”.  
 
Per il tour che accompagnerà Mother Moonlight, Fuschetto ha scelto il protagonista Oliva al pianoforte, il chitarrista Capobianco e il violoncellista Fusco. Sono figure con cui l’autore ha condiviso negli ultimi anni momenti importanti del proprio percorso musicale, pensiamo all’Auditorium Parco della musica di Roma, all’Expò 2015 Albanian Pavillon, a numerosi festival e rassegne italiane.
 
 
FILE UNDER: PIANO SOLO | MODERN CLASSICAL | INDIE CLASSICAL
 
 
Info:
 
Max Fuschetto: 
 
Italian World Beat: 
 
Audioglobe:
 
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I nostri interlocutori sono i giovani, la nostra mission è valorizzarne la motivazione e la competenza per creare e dare vita ad un nuovo modo di “pensare” il giornalismo.

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