Minniti: «ormai Renzi non investe più sul Pd»

Renzi è il suo nuovo partito !!!

Una separazione, al momento, assai poco consensuale. Nel suo addio, Minniti non è tenero. Dice che «ormai Renzi non investe più sul Pd», aggiunge che «dai suoi non è venuta una convinta adesione», avverte che non favorirà operazioni fuori dal Pd, e per questo si ritira. «Ora restano in campo solo candidati ex Ds o Pds, il fatto che non ci sia neanche un cattolico certifica che questo Pd è finito», avverte Beppe Fioroni.

Andrea Orlando, avversario storico di Renzi, prima ironizza: «Non si era mai vista una scissione a sinistra per fondare il Pli», poi spiega: «In Europa per fermare i sovranisti il Pse non basta? Ok, ma non puoi proporre l’alleanza con Ciudadanos, quelli in Spagna sono avversari dei socialisti. Renzi usa la vicenda europea per favorire il suo progetto di un nuovo partito». Chiosa Carlo Calenda: «Renzi è un senatore del Pd ma si candiderà con un suo partito. Minniti è candidato alla segreteria indipendente da Renzi ma si ritira perchè non ha l’appoggio di Renzi. Bello. Altre idee?».

«Non mi occupo del congresso del Pd», fa sapere Renzi. «O decidi ad horas o ci orientiamo altrimenti», l’aut aut di Giacomelli. Poi, quando Guerini e Lotti lo cercano, sanno che l’ex leader dem si trova a Bruxelles proprio per tessere la tela della nuova formazione, e lì gli parlano. Renzi, accompagnato dal fido Gozi teorico da tempo dell’andare «oltre il Pd», ha incontrato in giornata la liberale olandese Marghrete Vestager, Ciudadanos spagnola e soprattutto esponenti macroniani, oltre ad avere visto Juncker e Moscovici. «L’obiettivo è creare un fronte anti sovranista largo, per il quale il solo Pse non basta più», ha spiegato Gozi. Gira pure voce, smentita dagli interessati, che sarebbe pronto il logo della nuova formazione, la scritta Lib-dem con altri richiami di vari colori ma niente rosso nel simbolo.

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I nostri interlocutori sono i giovani, la nostra mission è valorizzarne la motivazione e la competenza per creare e dare vita ad un nuovo modo di “pensare” il giornalismo.

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