“Mattarella conceda ope legis la grazia alla Dosio”, parte da Napoli la raccolta di firme a sostegno della pasionaria NO TAV finita in carcere a 73 anni

La Consigliera Delegata alla Cultura della Città Metropolitana di Napoli, Elena Coccia, al termine di un corteo spontaneo che si è sviluppato da Largo Berlinguer fino al Palazzo della Prefettura cui ha partecipato insieme allo storico Giuseppe Aragno, annuncia “una raccolta di firme per chiedere al Presidente della Repubblica di concedere ope legis la grazia alla Dosio, dal momento che lei ha già dichiarato di non voler chiedere alcuna misura alternativa al carcere”. “È impossibile – affermano – che una donna a 73 anni sia in carcere per un’azione compiuta nel 2012 a difesa del proprio territorio per cui il codice prevede una pena di un anno e due mesi”.

“Chiederemo la grazia per Nicoletta Dosio, la professoressa di greco finita in carcere a 73 anni per aver difeso il suo territorio, la Val di Susa, contro la TAV Torino – Lione. Dal momento in cui l’interessata ha dichiarato di non voler chiedere pene alternative al carcere e tantomeno la grazia, abbiamo attivato una raccolta di firme per far sì che siano i cittadini italiani, a partire da quelli napoletani, a chiedere che il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, conceda ope legis la grazia alla Dosio”. È quanto annunciato dalla Consigliera Delegata alla Cultura della Città Metropolitana di Napoli, Elena Coccia, che ha partecipato questo pomeriggio, “insieme allo storico napoletano Giuseppe Aragno, ad un corteo spontaneo in difesa della cosiddetta ‘pasionaria della Val di Susa’ che è partito da largo Berlinguer, radunando circa 500 persone, per concludersi a Palazzo della Prefettura, in piazza del Plebiscito”.

“Il Prefetto Carmela Pagano non era in sede – ha spiegato la Consigliera Coccia – ma siamo stati ricevuti da alcune sue delegate cui abbiamo illustrato i motivi della nostra protesta. Abbiamo manifestato la nostra contrarietà all’arresto perché non si può mandare in carcere una donna di 73 anni per un’azione commessa nel 2012 per difendere il proprio territorio, per la quale azione il codice prevede una pena di un anno e due mesi. Considerato il rifiuto della Dosio di chiedere misure alternative, abbiamo quindi concordato di avviare questa procedura, che fa il paio con quella messa in campo dall’Associazione Giuristi Democratici, pure impegnata in una raccolta di firme per chiedere la grazia”.

Al corteo hanno preso parte, tra gli altri, rappresentanti di Rifondazione Comunista, di Potere al Popolo, dei Comunisti Italiani, dell’Unione Sindacale di Base (USB) e di altri movimenti politici e sindacali, oltre a cittadini che, senza appartenere ad alcuna sigla, hanno voluto manifestare la propria vicinanza alla professoressa attualmente detenuta nel carcere Lorusso e Cutugno di Torino.



ILMONITO crede nella trasparenza e nell'onestà. Pertanto, ILMONITO correggerà prontamente gli errori. La pienezza e la freschezza delle informazioni rappresentano due valori inevitabili nel mondo del giornalismo online ed ILMONITO ritiene che l'accuratezza sia ugualmente essenziale; garantiamo l'opportunità di apportare correzioni ed eliminare foto quando necessario. Scrivete a redazione@ilmonito.it

Questo articolo è stato verificato dall'autore attraverso fatti circostanziati, testate giornalistiche e lanci di Agenzie di Stampa
Redazione

Redazione

I nostri interlocutori sono i giovani, la nostra mission è valorizzarne la motivazione e la competenza per creare e dare vita ad un nuovo modo di “pensare” il giornalismo. redazione@ilmonito.it