Mangiacapra: al gay pride sarò Gesù Cristo in coppia con un vero chierichetto! In più un omaggio a Vincenzo Ruggiero

Francesco Mangiacapra, l’attivista ed escort napoletano autore del controverso dossier sui preti gay, intervistato questa settimana da Panorama, ha annunciato la sua presenza al Napoli Pride 2018 sotto una inconsueta veste: travestito da Gesù Cristo in versione gay sarà accompagnato da un giovane angelo efebico dalle enormi ali in piume di struzzo. Interprete del ruolo dell’angelo è Mirko Varlese, ventenne napoletano, di notte ballerino, performer e trasformista e di giorno fervente cattolico, catechista e ministrante, attivo anche nel sociale come operatore pastorale e volontario nel centro d’ascolto parrocchiale della chiesa di Sant’Erasmo ai Granili dedicato a immigrati e tossicodipendenti. Varlese era presente sull’altare come ministrante di don Michele Madonna durante la recente celebrazione liturgica del funerale di Vincenzo Ruggiero, il giovane attivista gay assassinato brutalmente. Proprio a Vincenzo Ruggiero «un angelo che ho avuto il privilegio di conoscere e che è volato in cielo troppo presto», come lo definisce Varlese, sono dedicate le enormi ali bianche che il trasformista cattolico indosserà durante la parata.
«Non si tratta di una provocazione anticlericale – precisa Mangiacapra – “Dove c’è amore, c’è Dio” e questo è il messaggio d’amore che vogliamo proporre durante la parata, un intento positivo, pacifico, finalizzato anche a sfatare l’apparente inconciliabilità tra fede e condotta omosessuale. Non è stato Cristo a creare un pregiudizio basato sulla più grande ossessione dell’essere umano, il sesso. Sono stati altri interessi successivi. Ed è così che ci siamo beccati schiere di preti, vescovi e papi che non risorgono affatto, che muoiono come tutti gli uomini hanno sempre fatto e sempre faranno, ma che ciononostante pretendono di avere autorità, potere e diritto di giudicare, e anzi un potere e un diritto di giudicare ben più ampi del fondatore».
E sul lavoro sessuale Mangiacapra, da sempre in prima linea come attivista radicale, aggiunge: «“Chi va con le prostitute è un criminale” ha detto Bergoglio in Vaticano, ai giovani del pre-Sinodo, sulla base del preconcetto per cui il sesso comprato è di per sé sbagliato, ma non è sempre così: le persone hanno il diritto di vivere la propria sessualità come vogliono. Dire che il sesso debba essere per forza intimità, gratuità, delicatezza privata slegata dai rapporti economici o utilitaristici, significa sostituirsi alla volontà altrui per tranquillizzare la propria. Per i bigotti le prostitute sono peccatrici, per gli aspiranti benefattori sempre e solo vittime: in questo aut aut l’autonomia della persona scompare. La chiesa non deve essere fautrice di quella mentalità alla base dello sfruttamento, della sessuofobia e della repressione sessuale derivante dall’imposizione del celibato, unica vera castrazione del diritto alla famiglia».

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I nostri interlocutori sono i giovani, la nostra mission è valorizzarne la motivazione e la competenza per creare e dare vita ad un nuovo modo di “pensare” il giornalismo.

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