Mafie, terroristi e organizzazioni criminali: tempi più rapidi e sistema più agile per le confische con le nuove norme Ue

Semplificare e rendere più rapide le confisce dei beni delle organizzazioni criminali da uno Stato membro all’altro della Ue. E’ questo l’obiettivo del nuovo regolamento approvato oggi dalla Commissione Libertà pubbliche del Parlamento Ue nel quadro del piano europeo di contrasto al finanzimento del terrorismo che ha effetti anche su quello degli altri gruppi criminali. 

Secondo Europol, attualmente le confische nella Ue toccano un parte minima dei proventi delle attività criminali, beni per il valore di 1,2 miliardi euro. Se in termini assoluti può sembrare una grossa cifra, in quelli relativi rappresenta appena l’1,1% del fatturato di mafie, trafficanti e terroristi nella Ue. Un’attività criminale che è sempre più transnazionale e che, pertanto, richiede misure di intervento anch’esse transnazionali. 

Per migliorare questa percentuale gli eurodeputati hanno deciso di ridurre dai 60 giorni proposti dalla Commissione Ue a 20 giorni il lasso di tempo in cui è obbligatorio eseguire un ordine di confisca emesso dal giudice di un altro Stato membro, in modo da minimizzare il rischio che i beni cambino di proprietà. Unica possibilità di deroghe è che la confisca rischi di mettere a repentaglio un’inchiesta penale in corso. Le confische verranno ordinate tramite un formulario unico valido in tutti gli Stati membri. 

I deputati hanno anche deciso di aumentare le fattispecie di possibilità di confisca, agendo anche sui beni che non sono frutto diretto dell’attività criminale, su quelli appartenenti a terzi e agendo anche in caso di mancata condanna passata in giudicato, qualora ci sia, per esempio, il rischio di fuga dell’inquisito. 

Quanto al frutto della confisca, la normativa Ue dà priorità alle vittime, quindi, una volta completata la loro compensazione, i beni verrano suddivisi tra lo Stato che ha emesso l’ordine, a cui andrà il 70% del valore, e quello che lo ha eseguito, il rimanente 30%. 

Il testo adottato dovrà passare ora al vaglio della plenaria di Strasburgo e quindi inizieranno i negoziati tra il Parlamento ed il Consiglio in vista di una sua rapida approvazione. 


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