‘Le Signorine’, gran teatro contemporaneo con Isa Danieli e Giuliana De Sio

Acerra, 10 gen. – Una storia vera ed ordinaria, tranne per il finale, quella scritta da Gianni Clementi che con ‘Le Signorine’ narra i battibecchi ordinari di una coppia di sorelle completamente diverse nel concepire la vita, ma uguali nel resistere ai richiami positivi che essa dà.

Un po’ per incapacità emotiva, un po’ per mancanza di coraggio e retaggio infantile negativo, Addolorata e Rosaria (Giuliana De Sio e Isa Danieli), perpetrano il loro “mantra” esistenziale tra lavoro di bottega, casa e interscambio verbale piuttosto acceso. Rosaria è un vero e proprio “vampiro energetico” arido dentro, che toglie alla sorella minore ogni minimo entusiasmo, riducendo tutto ad un accumulo di denaro. Addolorata esegue il volere della primogenita di famiglia, per arrendevolezza e sfiancamento.

Risultato? In un modesto appartamento di Napoli come ce ne sono tanti, si ripetono frasi dette e sentite da molti che fanno proiettare lo sguardo nel vissuto reale di una famiglia di comune conoscenza.

Il primo atto si nutre volutamente del piattume di una quotidianità seriale, con toni più sommessi, “arresi” alla vita, per dare ampio respiro ad uno sconvolgimento della vicenda dalle tinte noir. Come spesso accade, la vittima diventa carnefice prima di se stessa e poi del soggetto prevaricatore.

Senza porre violentemente davanti agli occhi dello spettatore il dramma sociale contemporaneo, la regia di Pierpaolo Sepe e la semplice scrittura di Clementi, affronta temi che toccano il pubblico: immigrazione, vaccini, disabilità, incomunicabilità e alienazione televisiva, oltre che eutanasia.

Il tutto viene stemperato dal riso insano, sarcastico e paradossale dell’umana abitudine di due sorelle affette da polio, che porteranno per sempre con sé lo spettro della disabilità.

La superba interpretazione di Isa Danieli e Giuliana De Sio al Teatro Italia di Acerra, viene preceduta dalle dichiarazioni esclusive rilasciateci dalle due attrici, monumento dell’arte partenopea.

– Isa, in scena con ‘Le Signorine’ c’è l’esasperazione dei legami familiari. Come riesce a portare equilibrio nello squilibrio, con il suo personaggio?

Sono un’attrice e il mio compito è proprio quello di garantire un equilibrio delle emozioni anche quando sono forti. Il mio personaggio, Rosaria, non è semplicemente avaro, è proprio cattivo dentro nei riguardi della sorella, perché carico di una non accettazione della propria condizione fisica.

Noto con grande stupore che ad ogni replica qualcuno si avvicina a noi a fine serata proprio per testimoniare la verità di quanto raccontiamo. La storia de ‘Le Signorine’ è più comune di quel che si pensi, soprattutto alla luce delle tematiche sociali che affrontiamo e che mi piace ciascuno viva a teatro secondo la propria percezione emotiva, nell’equilibrio e nello squilibrio di ciò che rappresentiamo.

 – Questo testo è fortemente attuale. Che legame ha lei, regina del teatro di tradizione con la dimensione del contemporaneo e quale augurio fa al teatro italiano?

Nonostante provenga dalla tradizione eduardiana, ho scelto proprio io moltissimi anni fa di dedicarmi al teatro contemporaneo; se si analizzano tutti i testi che ho interpretato nel tempo, si nota una mia propensione verso il teatro moderno in ogni senso. Basti pensare che Ferdinando di Annibale Ruccello, emblema del teatro contemporaneo,  fu scritto proprio per me…quanto ho amato il ruolo di Donna Clotilde! Rosaria, il ruolo di questa piéce, vive sulla sua pelle tutto il dramma umano, gli spettatori appureranno quanto sia contemporanea!

Al teatro italiano sento di dire semplicemente ‘Auguri’.

– Giuliana, lei è i scena con un testo basato su una triade semantica importante: teatro, dolore e scelta. Le ragioni di questa ennesima esperienza lavorativa?

Le basti sapere che ho scelto personalmente il testo e ho inteso rappresentarlo accanto ad Isa Danieli, compagna artistica come poche! Ci sono personaggi che “sento” intensamente e a cui intendo dare voce. Scelsi anni fa di incarnare la vita della protagonista di ‘Notturno di donna con ospiti’, personaggio che mi è entrato davvero dentro tanto da rappresentarlo per anni, e lo stesso ho fatto con Addolorata, vulnerabile, ma con una voglia di vita che alimenta la sua voce interiore ogni volta che la sorella cerca di spegnerla, fino ad essere causa di un colpo di scena che nessuno si aspetta. Teatro, dolore e scelta, fanno parte della vita!

Lei è una gloria autentica, come la Danieli, della recitazione. Da esperta del palcoscenico, quale critica sente di muovere al teatro contemporaneo?

Da tempo ormai ho stabilito una mia priorità scenica, che credo debba essere considerata da tutti. Non mi preoccupo più della battuta perfetta, della scenografia, del “contorno teatrale”, do semplicemente priorità al pubblico. Mi interessa che gli arrivino i pensieri non come intendo filtrarli io, ma nella verità della loro essenza, guadando al personaggio come se guardassi loro.

Più che una critica, la mia è una considerazione: a teatro non andrebbero rappresentati sempre i soliti personaggi da tragedia greca o di Shakespeare, Goldoni, Pirandello, etc…oggi abbiamo bisogno di rinnovamento, di vita nuova, che fortunatamente la scrittura contemporanea può darci e che noi attori siamo chiamati a raccontare.

 

 

 

 

 

 

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ILMONITO
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Pina Stendardo

Pina Stendardo

Giornalista freelance presso diverse testate, insegue la cultura come meta a cui ambire, la scrittura come strumento di conoscenza e introspezione. Si occupa di volontariato. Estroversa e sognatrice, crede negli ideali che danno forma al sociale.

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