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OSPEDALE DI NOLA, LA MANAGER COSTANTINI: "A NOLA IL PIÙ ALTO GRADO DI ASSENTEISMO ED ESENZIONI PER LEGGE 104 DELLA MIA ASL"

10 Gen 2017
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Intervenuta alla trasmissione Porta a Porta che andrà in onda stasera su Raiuno.

Napoli, 10 gen. - “Nola ha il più alto grado di assenteismo ed esenzioni per legge 104 di tutta la mia Asl. Un fenomeno che andrebbe attenzionato dal ministro. Stiamo cercando di porre un freno ma è un fenomeno regionale e forse anche nazionale, che sta mettendo in ginocchio tutte le aziende". E' la denuncia che arriva da Antonietta Costantini, manager dell'Asl Napoli 3, intervenuta alla trasmissione Porta a Porta che andrà in onda stasera su Raiuno. Il problema, aggiunge, "va risolto con una regolamentazione diversa da quella oggi esistente". Passa all’attacco il manager messo sotto accusa dal ministro Lorenzin che ha definito eroi i medici impegnati a curare i malati a terra in pronto soccorso. Il caso di Nola ha sollevato il coperchio sulla situazione della maggioranza degli ospedali campani con pazienti costretti a stare in barella per giorni o su sedie nei corridoi. A scendere in campo a sostegno dei medici sono i sindacati. L'annuncio del licenziamento dei responsabili del Pronto soccorso di Nola, dopo le scene di malati sdraiati a terra per assenza di letti e barelle, è "semplicemente vergognoso". All'indomani dello 'scandalo' suscitato da quanto accaduto nel nosocomio campano, i sindacati salgono sulle barricate e dicono 'no' alla "gogna alla quale i medici sono quotidianamente sottoposti, in attesa da 8 anni del rinnovo del contratto ma nonostante ciò sempre in prima linea a salvare vite umane in condizioni spesso estreme". I medici lavorano oggi in situazioni "sempre più precarie e la vicenda di Nola dimostra solo la bravura dei nostri professionisti che hanno comunque evitato morti in quelle precarie condizioni", afferma Costantino Troise, segretario del maggiore dei sindacati dei medici dirigenti, l'Anaao-Assomed, chiedendo l'autosospensione del presidente della Giunta regionale della Campania, Vincenzo De Luca. Non è insomma 'colpa' dei camici bianchi se a Nola i malati devono essere sdraiati per terra in attesa di un letto, rileva l'Anaao, e le responsabilità "sono di altri". I medici, spiega Troise, "lavorano oggi con un contratto scaduto da 8 anni: ciò significa che gli stipendi sono bloccati dal 2009, senza alcuna possibilità di progressione, e molto spesso persino lo straordinario fatto non è retribuito né recuperato. Avendo infatti la politica tagliato organici e risorse, ci sono sempre meno medici e si fatica a recuperare, anche se di contro aumentano i carichi di lavoro soprattutto nei Pronto Soccorso". Così, ciò che è accaduto a Nola è in qualche modo "inevitabile": "In Campania - sottolinea Troise - non si fanno concorsi da 10 anni e all'ospedale di Nola credo ci siano un centinaio di posti letto per 600mila abitanti; in queste condizioni, si ha difficoltà anche nei tempi di smistamento dei malati, oltre che di ricovero". E se non ci sono posti letto disponibili, incalza, "bisogna necessariamente accontentarsi di barelle, sedie, poltrone o scrivanie, se va bene, e del pavimento se va male". Insomma, avverte il leader sindacale, "è già un miracolo che in quelle condizioni non ci siano stati dei morti e bisogna invece essere orgogliosi del lavoro fatto dai medici, dato che il numero dei posti letto non è certamente deciso da loro". Per questo, è la posizione dell'Anaao, "scaricare la responsabilità su chi fa di tutto per salvare vite umane è inaccettabile". Sulla stessa linea la presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei medici chirurghi e degli odontoiatri (Fnomceo), Roberta Chersevani, che estende un 'grazie' a tutti i medici italiani che, afferma, "sono sempre di meno, molto maltrattati, sempre più anziani, sempre più affaticati e a disagio, sempre più giudicati e poco compresi". Duro anche il giudizio di Cgil nazionale e Funzione pubblica Cgil: "E' sbagliato indicare a dito dei capri espiatori di fronte ad un caso drammatico, occorre invece individuare la responsabilità politica di quanto accaduto e interrogarsi sulle cause che hanno portato a quanto abbiamo visto a Nola". Perché le responsabilità, conclude il coordinatore nazionale del Tribunale per i diritti del malato-Cittadinanzattiva, Tonino Aceti, "sono tanto a livello di struttura sanitaria che di Regione. Non si può mettere i cittadini di fronte alla scelta tra il non essere assistiti o esserlo ma sdraiati a terra".

fonte ilcorrierino.com

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