Il Monaldi aderisce al progetto PerFECT per facilitare la diagnosi di fibrosi polmonare idiopatica

Anche l’ospedale napoletano partecipa al progetto promosso da Roche: una rete in cui i centri esperti forniscono una second opinion alle strutture con minore esperienza nella gestione della malattia rara. Così si accelera la diagnosi senza costringere i pazienti a spostarsi da una una struttura all’altra.

Facilitare e supportare la diagnosi di fibrosi polmonare idiopatica, mettendo in contatto diretto, in modo semplice e in tempo reale, i centri meno esperti con i centri di riferimento nell’ambito delle patologie interstiziali del polmone, per ottenere un parere di secondo livello, che arriva in tempi brevi e “a chilometro zero”.
È questo l’obiettivo di PerFECT, un progetto finalizzato ad aumentare la consapevolezza e l’esperienza degli specialisti sulla fibrosi polmonare idiopatica, per superare le difficoltà che ostacolano una diagnosi precoce e un trattamento tempestivo. 
L’Azienda Ospedaliera dei Colli-Monaldi di Napoli è uno dei centri italiani ad aver adottato il progetto, promosso da Roche. “Il nostro è un centro di riferimento dotato di un importante ambulatorio dedicato alle interstiziopatie polmonari come la fibrosi polmonare idiopatica, dove vediamo un gran numero di pazienti affetti da queste patologie molto complesse», afferma Alessandro Sanduzzi, pneumologo all’Università Federico II di Napoli, direttore U.O.C. di Malattie respiratorie e della Scuola di Specializzazione presso la A.O. dei Colli-Monaldi. «Con il progetto PerFECT promosso da Roche si è creato un sistema di Hub&Spoke grazie al quale nella nostra struttura afferiscono come Spoke non solo dalla Campania ma anche dalla Basilicata e dalla Calabria moltissimi dati clinici, radiografici e di imaging inviati dai medici meno esperti che vedono pochi casi e per questo chiedono per i loro pazienti un supporto diagnostico per avere un secondo parere”.
La fibrosi polmonare idiopatica colpisce in Italia circa 16 persone ogni 100 mila; la patologia presenta nelle fasi iniziali sintomi facilmente sovrapponibili a quelli di altre patologie respiratorie. Ciò la rende difficile da identificare.
Non a caso, una delle maggiori difficoltà legate a questa malattia sono i tempi della diagnosi, complessa ed elaborata. Si stima infatti che ad un paziente su due non venga diagnosticata correttamente la patologia e che possano trascorrere anche due anni dai primi sintomi prima di un accertamento definitivo sotto il profilo diagnostico. Tempo prezioso per i pazienti che perdono così l’opportunità di accedere ad una terapia tempestiva, necessaria per migliorare la prognosi e rallentare l’evoluzione della malattia.
Soprattutto nei piccoli centri ospedalieri non è facile disporre di informazioni ed esperienze necessarie ad arrivare ad una diagnosi tempestiva. Ecco allora che il supporto di un centro di riferimento con maggiore esperienza per una second opinion, diventa un elemento determinante per una diagnosi certa.
Inoltre, l’ottimizzazione delle informazioni sulla malattia ed un aiuto alla sostenibilità del sistema:grazie alla condivisione telematica, infatti, i pazienti e le loro famiglie possono evitare o ridurre lunghi e costosi spostamenti tra Regioni, mentre anche il piccolo centro ospedaliero può fornire una diagnosi accurata ed in tempi brevi, evitando indagini strumentali ed esami non appropriati.
“Il valore di PerFECT è indubbio: viene messa a disposizione dei medici e dei pazienti una expertise di notevole livello, i malati non devono affrontare viaggi stressanti, lo scambio di informazioni tra i medici dei centri più piccoli e il centro di riferimento permette di accrescere le competenze cliniche, diagnostiche e terapeutiche rispetto ad una patologia rara e difficile da riconoscere e inquadrare come la fibrosi polmonare idiopatica”, ha concluso Sanduzzi.

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