Franco Arminio ospite di Erranze Letterarie a Marigliano

Grazie all’Associazione Oltremarigliano continua il viaggio di “Erranze Letterarie” attraverso l’incontro e il dialogo con gli autori italiani più sensibili. Venerdì 15 giugno arriva  in città Franco Arminio, scrittore, poeta e soprattutto paesologo, probabilmente l’unico al mondo: appuntamento alle ore 21 presso il Comune di Marigliano (NA).

La paesologia è, infatti, la disciplina che ha dovuto inventare lo stesso Arminio per studiare i paesi della sua Irpinia: un connubio tra etnologia, poesia e geografia, una “scienza” in continuo divenire, soggetta alle trasformazioni che il tempo infligge al territorio. L’economia, l’assenza di lavoro e le varie difficoltà sociali del contemporaneo fanno sì che i piccoli paesi si svuotino sempre di più, che i giovani cerchino altrove la loro dimensione, ed è qui che entra in scena Franco Arminio, il quale si occupa di chi resta, di chi sceglie “il silenzio senza opinioni, la luce senza commenti”.

Allo stesso tempo la sua è un’attività da combattente, da ultimo difensore della vita da cui tutti fuggono, la vita frugale e semplice dei paesi. «Io credo che i paesi siano il futuro dell’Italia. Io lavoro perché l’Italia interna non muoia, anzi perché qui nasca un nuovo Umanesimo della montagna.»

Arminio è un viaggiatore, un commosso osservatore della natura interna dell’Italia, dei paesi, dei borghi, dei buoni sentimenti che “rigano il mondo”, per usare le sue stesse parole. Posa il suo sguardo sugli sconfitti, sui contadini “che sono come i poeti, perché sono falliti”.

Roberto Saviano lo ha definito «uno dei poeti più importanti di questo paese, il migliore che abbia mai raccontato il terremoto e ciò che ha generato».

Ha pubblicato articoli su “Il Manifesto”, “Il Fatto Quotidiano” e altri giornali nazionali,  oltre a una ventina di libri, tra poesia e prosa. Nel 2009 ha vinto il Premio Napoli con Vento forte tra Lacedonia e Candela. Esercizi di paesologia. Nel 2011 ha vinto il premio Stephen Dedalus con Cartoline dai Morti. Cura il blog “Comunità provvisorie” e ha fondato la Casa della Paesologia a Trevico (AV).

Svolge, infine, anche l’attività di documentarista, filmando la sua attività di paesologo a contatto con lo stupore che questa definizione suscita nella gente.

«Io faccio il paesologo, lo sa che significa?»

«Paesologo è quello che va in giro nei paesi a vedere le case cadute» gli risponde l’uomo del paese.

«Non solo le case cadute, anche le persone, quelle che stanno in piedi, quelle che sono cadute, tutto quello che c’è».

 

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I nostri interlocutori sono i giovani, la nostra mission è valorizzarne la motivazione e la competenza per creare e dare vita ad un nuovo modo di “pensare” il giornalismo.

redazione@ilmonito.it

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