Ecco il video appello per diminuire l’IVA sugli assorbenti: “Il ciclo non è un lusso”

Un video – appello per chiedere di abbassare l’aliquota Iva sugli assorbenti e sui prodotti di igiene femminile. A farlo sono alcune deputate che, riunite nel cortile della Camera, hanno preparato un breve filmato per chiedere al Parlamento e al governo di intervenire per portare l’Iva sugli assorbenti dal 22% al 10%. L’obiettivo è quello di arrivare a una drastica riduzione della cosiddetta tampon tax.

«Il ciclo non è un lusso» è il messaggio lanciato dalle deputate capeggiate da Laura Boldrini (PD). Il video è stato realizzato davanti alla panchina rossa installata a Montecitorio come simbolo della battaglia contro la violenza di genere.

Il messaggio viene lanciato da Boldrini in primis: «Il ciclo non è un lusso, dunque è giusto abbassare l’Iva dal 22% al 10%. Ce lo chiedono decine di migliaia di donne nel nostro Paese». A lei si uniscono anche altre deputate, affermando: «È una occasione da parte dello Stato sia per andare incontro alle famiglie monoreddito sia per essere veramente sensibile verso il mondo femminile. È già realtà in molti Paesi come Francia, Belgio, Inghilterra. Addirittura Canada e Irlanda prevedono l’esenzione» dell’Iva sugli assorbenti.

Boldrini è stata ricevuta insieme ad alcune colleghe, Chiara Gribaudo, Enza Bruno Bossio e Marianna Madia, dal ministero dell’Economia, Roberto Gualtieri, proprio per un confronto sul tema. A parlare dell’incontro avvenuto oggi è l’ex ministro Madia: «Abbiamo avviato un confronto. Gualtieri è stato molto disponibile. Non c’è ancora una soluzione condivisa ma c’è l’impegno e la disponibilità a trovarla». Le deputate che hanno registrato questo appello hanno presentato un emendamento al decreto fiscale per chiedere di abbassare l’Iva sui prodotti per l’igiene femminile. Il governo potrebbe valutare, anche per ovviare ai problemi tecnici e di coperture, di trovare una soluzione diversa.

Nei giorni scorsi l’emendamento bipartisan per ridurre l’Iva sui prodotti sanitari e igienici femminili, annunciato nei giorni scorsi dalla deputata del Partito democratico ed ex presidente della Camera Laura Boldrini, è stato dichiarato inammissibile.

Quella degli assorbenti igienici come beni di prima necessità è un tema introdotto nelle aule parlamentari dagli esponenti di Possibile, ma ogni tentativo di legiferare nel merito è sempre finito con un nulla di fatto. Fino alla bocciatura in grande stile arrivata alla Camera nello scorso mese di maggio, giustificata dall’allora viceministro dell’Economia Laura Castelli con l’assenza di coperture finanziarie.

Il testo bocciato in Commissione Finanze prevedeva infatti di portare l’aliquota dei prodotti di igiene femminile al 10%, e dunque nella stessa categoria di birra, biscotti, caffè e cioccolato, mentre tra le attiviste è da tempo maggioritario l’orientamento di chi propone un’aliquota al 4%, la stessa fascia in cui rientrano i rasoi da barba. Da gennaio di quest’anno, tra l’altro, ai tartufi freschi è applicata la tassazione del 5%.


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