Donne alla guida: Arabia Saudita fa un (piccolo) passo verso la parità di genere

Oggi è un giorno da ricordare per le donne saudite. Da mezzanotte è caduto definitivamente il divieto di guida per le donne. Un percorso lunghissimo che, grazie anche alla mobilitazione dei social media che sono andate avanti sotto l’hashtag “IWillDriveMyself”, ha permesso questa piccola vittoria in uno dei Paesi dove la disparità tra uomo e donna è più alta nel mondo.

Il procedimento rientra in un più ampio programma di modernizzazione del Paese iniziato nel 2015 con la salita al potere di re Salman. L’ambizioso piano “Vision2030” ha l’obiettivo di rendere entro il 2030 il Paese indipendente dagli idrocarburi grazie a un programma di diversificazione dell’economia. Questo obiettivo passa anche per l’integrazione delle donne nel sistema economico saudita.

Saranno tanti però gli ostacoli a questa lenta integrazione. Il sistema legislativo, unito a rigidi precetti religiosi e consuetudini familiari, relegano il ruolo della donna a una posizione minoritaria all’interno della comunità tanto da aver bisogno della figura del “tutore di sesso maschile” per compiere anche i più semplici gesti della vita quotidiana, tra cui, fino a ieri, spostarsi in macchina.

E nonostante qualche progresso si sta realmente realizzando – basti pensare al balzo di cinque posizioni nella classifica nel Global Gender Gap Report passando dal 143 posto al 138 si 144 – la segregazione di genere che caratterizza il Paese resta ancora a tutti gli effetti in atto, e molte attiviste restano ancora agli arresti per le loro azioni di protesta e i tentativi di ribellarsi alle continue restrizioni a loro imposte.

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Marcella Esposito

Marcella Esposito

Laureata in Relazioni e Istituzioni dell'Asia e dell'Africa, si interessa di governance urbana e sviluppo locale nei paesi dell'Africa sub-sahariana, di migrazioni e questioni di genere.

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