Consultazioni, Mattarella prende tempo: “Da martedì nuove consultazioni”. Ma tra Pd e M5S si tratta

Dopo due giornate di consultazioni al Quirinale, in cui ha incontrato le rappresentanze parlamentari di tutti i gruppi politici attualmente presenti alla Camera e al Senato, il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha annunciato la volontà di svolgere nuove consultazioni che inizieranno nella giornata di martedì 27 agosto “per trarre le conclusioni e assumere le decisioni necessarie” alla risoluzione della crisi di governo avviata dalla Lega di Salvini.

“Sono possibili solo governi che ottengono la fiducia del Parlamento con accordi dei gruppi su un programma per governare il Paese: in mancanza di queste condizioni la strada è quella delle elezioni”, ha sottolineato il capo dello Stato. Il ricorso agli elettori, ha aggiunto Mattarella, “è necessario se il Parlamento non è in grado di esprimere una maggioranza di governo. Mi è comunicato che sono state avviate iniziative tra partiti. Ho il dovere di richiedere decisioni sollecite”.

Le “iniziative tra partiti” di cui parla il presidente della Repubblica fanno riferimento alla trattativa aperta tra Partito Democratico e Movimento 5 Stelle per tentare di formare un nuovo governo alternativo alla maggioranza gialloverde M5S-Lega che ha governato il Paese negli ultimi 14 mesi.

Nella giornata di giovedì 22 agosto, infatti, l’assemblea dei gruppi parlamentari dei Cinque Stelle ha dato mandato per acclamazione al capo politico Luigi Di Maio e ai capigruppo di Camera e Senato Stefano Patuanelli e Francesco D’Uva di incontrare la delegazione del Pd per effettuare una mediazione tra i cinque punti cardine indicati dalla direzione nazionale del Pd (appartenenza leale all’Unione europea, pieno riconoscimento della democrazia rappresentativa, sviluppo basto sulla sostenibilità ambientale, cambio nella gestione dei flussi migratori, svolta delle ricette economiche e sociale in chiave redistributiva) e i dieci impegni proposti dai pentastellati.

Una strada, quella della trattativa Pd-Cinque Stelle, non facile ma che appare al momento come l’unica possibile alternativa alle elezioni anticipate. “Dalle proposte e dai principi da noi illustrati al capo dello Stato e dalle parole e dai punti programmatici esposti da Di Maio, emerge un quadro su cui si può sicuramente iniziare a lavorare”, ha sottolineato il segretario dei democratici Nicola Zingaretti.


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