Assemblea Pd, Martina segretario

Smentita la scissione dei renziani

Maurizio Martina da questo sabato 7 di luglio sarà il sesto segretario del Pd. Anche se ci sono state tensioni, venerdì (ieri), a 24 ore dall’Assemblea nazionale, è stato addirittura Martina a minacciare di ritirare la propria candidatura, costringendo quindi il Pd a celebrare subito il congresso.

Ed è proprio sulla data del congresso che il braccio di ferro è proseguito la notte e durerà fino alle 10,30 quando comincia l’Assemblea. Sullo sfondo anche la polemica interna sulla discontinuità del profilo del Pd rispetto a quello di Matteo Renzi, richiesta dalla sinistra interna e osteggiata dall’ala renziana.
Mentre è stata nettamente smentita da Luca Lotti e dal portavoce Marco Agnoletto (“notizia falsa e inventata”) la suggestione di un imminente scissione di Renzi e dei renziani. Renzi ,precisa Lotti, sarà presente all’assemblea del partita e dirà la sua prendendo la parola. Dato che le dimissioni di Matteo Renzi da segretario sono irreversibili, l’Assemblea nazionale ha – secondo lo Statuto del Pd – due possibilità: convocare un congresso subito o eleggere un segretario con la maggioranza assoluta degli aventi diritto, cioè 501 voti. Il primo scenario è inviso a tutte le correnti, concordi nella necessità di non precipitarsi ora in una corsa sui nomi, ma di avere una fase “costituente”, di ridefinizione del profilo politico del Pd. Martina giovedì ha proposto di tenere ad ottobre un Forum in cui confrontarsi anche con le realtà esterne al partito, politiche, sociali e civiche.
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Redazione

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