Pompei a luci rosse

Bellissima e sensuale, il corpo statuario solo parzialmente coperto da un drappo dorato, la regina Leda sembra incrociare languida lo sguardo di chi la avvicina. Tra le gambe di lei, in una posa che non potrebbe essere più esplicita, c’è il potente Zeus che per possederla si è trasformato in un grande cigno bianco e che secondo il mito insieme con il marito Tindaro, re di Sparta, diventerà il padre dei suoi quattro figli, i gemelli Castore e Polluce, ma anche la bella Elena, nel cui nome si scatenerà la guerra di Troia.

Una scoperta eccezionale, unica”. È così che il direttore del Parco Archeologico Massimo Osanna descrive quanto emerso, nel corso dei recenti lavori. in una camera da letto di una domus di via del Vesuvio.

Il mito di Leda e il cigno compare anche in affreschi staccati da Ercolano e da Villa Arianna a Stabia, oggi al Museo Archeologico Nazionale di Napoli, e, a conferma della popolarità del soggetto, su uno specchio d’argento del tesoro di Boscoreale oggi al Louvre.

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I nostri interlocutori sono i giovani, la nostra mission è valorizzarne la motivazione e la competenza per creare e dare vita ad un nuovo modo di “pensare” il giornalismo.

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