440 beni confiscati per oltre 38 milioni, conferenza di servizi a Napoli

Presentati in prefettura appartamenti, box e terreni sottratti in via definitiva alla criminalità organizzata

Conferenza di Servizi ieri nella prefettura di Napoli, alla presenza del prefetto di Napoli Carmela Pagano, per un confronto intorno allo stesso tavolo tra l’Agenzia nazionale per l’amministrazione e la destinazione dei beni sequestrati e confiscati alla criminalità organizzata (Anbsc), il demanio, i comuni e gli enti locali sull’esame e destinazione dei beni confiscati presenti nei territori della Città Metropolitana di Napoli.

Sono stati presentati 440 beni per un valore di oltre 38 milioni di euro: appartamenti, box e terreni confiscati in via definitiva dalle autorità giudiziarie e che appartenevano a soggetti pienamente inseriti nella criminalità organizzata. Fra i beni: alcuni immobili a Napoli ubicati nel quartiere Sanità e riconducibili a storici gruppi camorristici di spicco, 85 immobili confiscati a un ex amministratore locale e riconducibili a esponenti di spicco del panorama criminale locale, diversi appartamenti confiscati al capo del clan Puca nel comune di Sant’Antimo e un parco commerciale con annesso fabbricato ad uso uffici nel comune di Casoria.

«Oggi abbiamo raggiunto un punto decisivo nel percorso di legalità» ha detto il prefetto Franca Guessarian, vicedirettore dell’Anbsc «che farà rientrare nel circolo virtuoso quasi 40 milioni di euro. È il risultato di un lavoro complesso che vede la sinergia e la costante collaborazione di tanti soggetti istituzionali, a cominciare dai sindaci, dai prefetti sul territorio, dai rappresentanti degli enti locali e dalle associazioni».

«Con le destinazioni di oggi» ha osservato il prefetto di Napoli Carmela Pagano «i sindaci danno il loro contributo alla restituzione alla collettività di beni accumulati con attività illecite, che hanno sottratto ricchezza ai loro territori, rendendo evidente ai cittadini l’importanza di riappropriarsi delle scelte di sviluppo della loro comunità».

Le manifestazioni d’interesse si sono perfezionate per il 68% dei beni presentati in conferenza, percentuale che raggiunge l’80% comprendendo quelle preannunciate nel corso della conferenza di servizi. Nella maggior parte dei casi, le manifestazioni sono state presentate dai comuni. La maggior parte degli immobili sono liberi e quindi prontamente utilizzabili per le finalità previste dalla legge, in particolare per far fronte a esigenze di emergenza abitativa.

Napoli, i sindaci alla conferenza di servizi
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